Portare il cane in macchina è un’abitudine quotidiana per molti proprietari: la passeggiata al parco, la visita dal veterinario, le vacanze. Eppure è anche una delle situazioni in cui si sottovaluta di più il rischio, sia per l’animale che per chi guida.
Cosa dice la legge (e cosa succede in caso di frenata)
Il Codice della Strada italiano, all’articolo 169, stabilisce che gli animali non devono essere lasciati liberi di muoversi nell’abitacolo in modo da costituire pericolo o intralcio per la guida. In pratica, un cane libero sui sedili è equiparato a un carico non fissato: in caso di frenata brusca o incidente, anche a bassa velocità, diventa un proiettile capace di ferire seriamente sé stesso e gli occupanti dell’auto.
I test crash-test condotti da diverse associazioni europee sulla sicurezza automobilistica mostrano che un cane di taglia media, a 50 km/h, in una frenata di emergenza può sviluppare una forza d’impatto pari a diverse volte il proprio peso corporeo. Non è un dettaglio da poco, soprattutto se in macchina viaggiano anche bambini o altri passeggeri sui sedili anteriori.
Le opzioni per il trasporto sicuro
Esistono diverse soluzioni per mettere in sicurezza il cane durante gli spostamenti:
- Gabbie e box da trasporto, ideali per cani abituati e per viaggi lunghi, ma ingombranti per l’uso quotidiano.
- Reti divisorie per il bagagliaio, utili nelle station wagon e nei SUV.
- Cinture di sicurezza per cani, la soluzione più pratica per chi usa l’auto tutti i giorni: si agganciano alla pettorina del cane e si fissano alla cintura di sicurezza del veicolo, permettendo all’animale di muoversi entro un raggio limitato senza però poter saltare tra i sedili o finire proiettato in avanti.
Quest’ultima opzione è probabilmente quella con il miglior rapporto tra praticità, ingombro e protezione per gli spostamenti brevi e medi.
Un punto spesso trascurato: non basta “una cintura qualsiasi”
Un errore comune è agganciare il moschettone della cintura direttamente al collare. In caso di frenata, questo scarica tutta la forza sul collo dell’animale, con rischio concreto di trauma cervicale. La cintura di sicurezza va sempre collegata a una pettorina, che distribuisce la trazione sul torace, in modo analogo a come funziona una cintura di sicurezza per le persone.
È il caso, ad esempio, della Trixie – Cintura di Sicurezza per Automobile, disponibile su amicidicoda.it, pensata proprio per l’aggancio alla pettorina e non al collare: ha passanti in metallo per una tenuta più robusta rispetto alle versioni solo in tessuto, ed è disponibile in due misure (XS/S per cani fino a 60 cm di circonferenza toracica, M/L fino a 70 cm), il che la rende adatta sia a cani di piccola-media taglia che a soggetti più corpulenti. Un dettaglio da verificare sempre, con questo tipo di accessorio, è la compatibilità con il proprio modello di auto: non tutte le cinghie di fissaggio si adattano a ogni sistema di attacco, quindi vale la pena controllare le indicazioni del produttore prima dell’acquisto, specialmente se si viaggia spesso su auto diverse.
Cosa racconta chi lo usa davvero
Al di là delle caratteristiche tecniche, è utile guardare a cosa riportano nel tempo i proprietari che hanno provato questo tipo di cintura sul proprio cane. Alcuni temi tornano con una certa costanza:
- Funziona bene proprio per i cani che vivono male il trasportino. Diversi proprietari raccontano di cani ansiosi o che soffrono il kennel, e che invece con la cintura agganciata alla pettorina si calmano e restano tranquilli sul sedile per l’intero tragitto.
- Il materiale si pulisce facilmente e regge nel tempo, un dettaglio non scontato per chi porta il cane in auto regolarmente, magari dopo passeggiate in campagna o sotto la pioggia.
- La regolazione della lunghezza fa la differenza. Chi ha cani di taglia medio-grande segnala che poter allungare o accorciare il moschettone permette di trovare il giusto compromesso tra libertà di movimento e sicurezza, evitando che il cane si sporga troppo verso i sedili anteriori.
- Non è sempre intuitiva da agganciare al primo utilizzo, soprattutto se non si è mai usata una pettorina con aggancio posteriore: vale la pena fare qualche prova a motore spento prima di partire, così da capire bene il sistema di fissaggio.
- La compatibilità con l’auto va sempre verificata, in particolare per chi utilizza spesso vetture diverse dalla propria: alcuni utenti hanno riscontrato che il sistema di aggancio non si adattava perfettamente a ogni modello, mentre altri lo hanno trovato compatibile senza problemi. Anche per questo motivo, in caso di dubbio, conviene controllare le indicazioni prima dell’acquisto o chiedere assistenza al rivenditore.
- Sul fronte taglie, è meglio orientarsi verso la misura superiore in caso di dubbio: alcuni proprietari di cani di taglia medio-grande segnalano che, con il cane cresciuto, la circonferenza toracica può avvicinarsi al limite massimo indicato per la taglia scelta.
Non manca chi, in casi estremi, attribuisce proprio a questo tipo di accessorio l’aver limitato le conseguenze di un incidente stradale: un promemoria concreto di perché vale la pena non sottovalutare la sicurezza in auto, anche per un tragitto breve.
Qualche accortezza in più per i viaggi in auto
- Abituare il cane alla pettorina e alla cintura con brevi tragitti prima di un viaggio lungo, per evitare stress il giorno della partenza.
- Fare soste regolari ogni 2 ore circa nei viaggi lunghi, per permettere al cane di bere e sgranchirsi.
- Non lasciare mai il cane in auto al sole, nemmeno con i finestrini aperti: la temperatura interna può salire di oltre 15°C in pochi minuti.
- Evitare che il cane sporga la testa dal finestrino: oltre al rischio di corpi estranei negli occhi, in caso di frenata l’esposizione aumenta il rischio di trauma.
La sicurezza in auto, in fondo, funziona per il cane esattamente come per le persone: la differenza tra un piccolo spavento e un incidente serio spesso sta in un accessorio da pochi euro, usato con costanza.