Bufera a Roma: nei guai i vigili urbani | Le “giustificazioni” sono esilaranti

I vigili urbani di Roma finiscono al centro delle critiche a causa dei loro certificati medici. Una situazione paradossale.

Certificati medici fantasiosi. I vigili urbani di Roma finiscono nel mirino della critica, dopo le rivelazioni fatte da ‘La Repubblica’. L’aggettivo fantasioso però in questo caso potrebbe essere anche benevolo, perché mai come in questo caso, forse, la realtà supera la fantasia.

Vigili urbani Roma
Un vigile urbano a Roma – Mondofuoristrada

Che Roma sia una città estremamente caotica, disornata e preda del traffico è un dato di fatto acclarato nel tempo. Macchine, motorini, mezzi pubblici, ma anche coraggiosi cittadini su monopattini elettrici o biciclette. Tutti su e giù per i ‘Sette colli’. Dovrebbe esserci il corpo dei vigili urbani a regolare la vita cittadina della strade della Capitale, ma così non è, o per lo meno non è sempre così.

I vigili urbani di Roma non idonei al servizio attivo

Tanti, infatti, i certificati medici da parte di centinaia dei vigili urbani di Roma che testimoniano l’inidoneità al servizio su strada. In tanti quindi non posso lavorare sulle strade, in macchina o a piedi, nel traffico. E tutti con una motivazione fisica. Ma quando si parla di vigili urbani, a Roma, c’è da fare attenzione perché si tratta di un argomento molto sentito.

La polizia locale della Capitale, da anni, vive una situazione complicata. La causa è da imputare alla mancanza di personale. La Repubblica, però, mette in luce una sorta di ‘mondo sommerso’. Ben 6mila i vigili urbani della capitale, di questi 945 non sono idonei al servizio attivo. E tutto questo ovviamente ricade sulle strade della città, che spesso si trasformano in vero e proprio girone infernale dantesco.

Un vigile urbano a Roma
Roma, i certificati medici dei vigili urbani – Mondofuoristrada.it

Di questi 945, ben 331 non possono essere mandati in servizio all’esterno, 193 non possono dirigere la viabilità e 214 non riescono a lavorare di notte. Altri 166, invece, sono stati ‘fermati’ dai medici perché non possono lavorare in posizione eretta. Ci sono poi quelli che non possono lavorare nella stazione radio e sono in 26. Otto, invece, non possono mettersi alla guida. Due quelli che non riesco a salire in sella alla moto o alla bicicletta.

Sembra un film, ma invece è la realtà

Non finisce qui. Perché tra le esenzioni, stando sempre alla stessa fonte, tra i vigili urbani di Roma c’è chi non può indossare la divisa, chi rifiuta di mettere la mascherina e chi non può fare il turno al front office. Questa però non è la parte più comoda di tutta questa storia, che più viene scritta e raccontata e più diventa grottesca.

C’è chi non può soffiare il fischietto a causa di un’insufficienza polmonare. Così come le condizioni di salute impedirebbero di indossare il casco bianco d’ordinanza. Tutto a causa della calvizie, lo strumento in dotazione al vigile urbano potrebbe peggiorare la situazione. Ma c’è anche chi non può né scrivere, né indossare i guanti (altro elemento della divisa della polizia locale) a causa di una psoriasi acuta alle mani. Potrebbe sembrare un film, situazioni da cinepanettone. E invece si tratta della realtà.