Stellantis, annuncio drammatico per i dipendenti: confermata la chiusura

Stellantis conferma con un annuncio improvviso la decisione presa in vista del 2023. I buoni risultati dello scorso anno non sono bastati.

Gli effetti della crisi del settore automobilistico si sentono anche nelle grandi aziende. Il 2022 di Stellantis, uno dei gruppi automobilistici (e industriali) più importanti del mondo (nato dalla fusione tra FCA e PSA), è stato meno positivo di quanto l’azienda si aspettava, e il margine di profitto ipotizzato ad inizio anno fiscale è stato inferiore alle aspettative. Questo non significa che il gruppo sia in difficoltà economiche o rischi di chiudere, ma semplicemente che le stime di guadagno per il prossimo futuro verranno fatte al ribasso e che per riprendere il trend positivo verranno applicate delle contromisure che coinvolgeranno tutta la struttura aziendale.

Stellantis annuncio drammatico
Una delle sedi di Stellantis – Mondofuoristrada.it

Come detto il futuro di Stellantis non è certo a rischio ed anzi il gruppo aziendale ha già pianificato le strategie commerciali dei prossimi anni, che prevedono progetti per l’immediato e progetti più ambiziosi in vista del futuro. In ballo, come per tutte le altre aziende del settore, c’è la ristrutturazione totale dell’impianto produttivo per potersi trovare pronti in vista della transizione definitiva dai motori a scoppio a quelli elettrici. Una ristrutturazione che parte dal settore progettistico e dunque dalle decisioni sui modelli da produrre e commercializzare nei 12 anni che porteranno all’addio definitivo dei motori a benzina.

Stellantis, la decisione è irrevocabile: brutte notizie per i dipendenti

In attesa di scoprire quali saranno i piani futuri dell’azienda, nelle scorse ore è giunta una notizia che farà gelare il sangue nelle vene a tantissimi dipendenti della compagnia (probabilmente già avvisati). A quanto pare Stellantis ha deciso di seguire il modello Tesla, ovvero chiudere molti dei punti vendita per riorganizzare la distribuzione dei propri veicoli. In questo modo verranno ridotti i costi di produzione e trasporto, ma verranno tagliati anche i costi di gestione di tutti i concessionari che vendevano uno dei brand dell’azienda.

Il processo di modifica della struttura di distribuzione delle automobili non avverrà tutto in una volta, ma verrà prima effettuato come test in alcuni Paesi. Nel 2023 la rivoluzione verrà effettuata in Francia, Austria, Belgio, Lussemburgo e Olanda. A seguire, dopo il periodo di prova, il cambio dovrebbe essere apportato anche in altri 5 Paesi, il che dovrebbe portare alla chiusura di circa 200 concessionari. L’indiscrezione sulle intenzioni dell’azienda è stata riportata da Reuters, sul quale si legge che una delle nazioni coinvolte nella decisione sarebbe l’Italia.

Distribuzione sostenibile? A farne le spese saranno i dipendenti

La decisione presa ovviamente solleva un problema piuttosto evidente: che fine faranno tutti i dipendenti delle 200 concessionarie coinvolte in questo processo? Reuters ha interrogato sulla questione il country manager di Stellantis per il mercato francese Guillaume Couzy, il quale ha spiegato che l’idea è quella di creare più concessionari multimarca, dove sarà possibile trovare tutti gli otto brand automobilistici che l’azienda produce e distribuisce in Europa. Una versione confermata anche dal Chief Operating Officer di Stellantis per l’Europa, Uwe Hochgeshurtz, il quale ha spiegato che l’intenzione dell’azienda è quello di promuovere una “distribuzione sostenibile” della quale dovrebbero beneficiare “tutte le parti interessate”.

Stellantis annuncio drammatico
Una delle sedi del gruppo Stellantis – Websource – Mondofuoristrada.it

Appare chiaro che, nonostante le dichiarazioni di facciata mirino ad illustrare una rivoluzione tesa a rispettare le direttive sulla distribuzione sostenibile e a tranquillizzare sulle conseguenze di questo cambiamento, l’obbiettivo primario dell’azienda sia quello di ridurre i costi di gestione e distribuzione. Non tutto il personale impiegato precedentemente nei concessionari che verranno chiusi, infatti, verrà ricollocato, semplicemente perché non serviranno tutti questi dipendenti. Non va nemmeno sottovalutata la possibilità – questa però al momento e solo un’ipotesi – che una volta riorganizzati i concessionari, si scelga di produrre anche meno modelli di veicoli per ogni brand, così da coprire sì ogni segmento automobilistico ma evitare che ci siano doppioni o concorrenza interna. Insomma non proprio tutte le parti interessate beneficieranno del cambiamento e come sempre a farne le spese saranno i dipendenti.