Lutto nel motorsport, l’Italia intera piange un mito dell’automobilismo | Lascia un vuoto incolmabile

Il motorsport oggi si tinge di nero per una perdita a dir poco incolmabile. L’automobilismo sportivo italiano ne risentirà eccome.

Il motorsport, un mondo talmente tanto vasto che è quasi difficile riuscire a conoscere ogni storia che lo ha caratterizzato. Nel 2022, la F1 e il motomondiale sono sicuramente le disciplne più seguite, con il mondiale di rally molto meno apprezzato dalla televisione. Ma c’è stata un’epoca, in cui non solo tale disciplina era seguitissima, ma anche in cui l’Italia era spesso e volentieri padrona indiscussa di successi.

Lutto nel mondo del Motorsport: vuoto incolmabile per l'automobilismo italiano 21 novembre 2022 mondofuoristrada.it
Lutto nel mondo del Motorsport: vuoto incolmabile per l’automobilismo italiano mondofuoristrada.it

Poi le auto straordinarie, gli uomini senza paura che affrontavano decine e decine di prove speciali. E, ovviamente, dirigenti vari, che hanno contribuito a rendere l’Italia non grande ma davvero grandissima. Una canzone strepitosa, suonata e cantata per anni da Fiat e affiliati in prima linea. E adesso, un suo grande compositore, è purtroppo scomparso: Gianfranco Silecchia, che si è spento a 83 anni lasciando tanto. A partire da un vuoto facilmente definibile incolmabile per arrivare ad una storia difficilmente decifrabile come soporifera.

Gianfranco Silecchia non c’è più: addio all’ex dirigente Fiat

Arriviamo così a dover dire addio a Gianfranco Silecchia. Se n’è andato il 18 novembre scorso, dopo che era stato ricoverato all’interno dell’ospedale Agnelli di Pinerolo, a 83 anni. Era stato fin dagli anni ’70 direttore sportivo della scuderia Fiat nei rally. Rino Lo Turco, grande amico, lo definisce tale: “Un grande organizzatore di eventi, un manager con progetti e idee chiare”.

Gianfranco Silecchia non c'è più: addio ad un grande uomo Fiat nei rally (Web source) 21 novembre 2022 mondofuoristrada.it
Gianfranco Silecchia non c’è più: addio ad un grande uomo Fiat nei rally (Web source) mondofuoristrada.it

L’ex pilota Luciano Trombotto, poi, aggiunge che “con lui avevamo fondato una scuderia a Pinerolo, con capacità e intuito sapeva risolvere veramente ogni problema. L’ultimo saluto a Gianfranco Silecchia è previsto per martedì 22 novembre nel tempio crematorio di Piscina. Per chi non può essere presente, l’omaggio è comunque doveroso. Nel segno di una storia sì di altri tempi, ma straordinariamente vera, vincente e, soprattutto, magicamente italiana.

Gianfranco Silecchia, uomo di rally: un pioniere delle quattro ruote

Per parlare di Gianfranco Silecchia, ci vorrebbero almeno un paio di libri e forse non basterebbero comunque. Ma noi ci proviamo lo stesso, perché non parlarne è impossibile. Per un uomo nato nel 1939 che in Fiat se lo ricorderanno per aver dato vita ad un progetto che ha segnato in positivo generazioni su generazioni. Prima della splendida combinazione con la Lancia, che ha dato alla luce vetture come la mitica Delta Integrale, era proprio Gianfranco Silecchia il direttore sportivo della casa torinese. In precedenza ad una carriera fatta di successi e motori, comunque, si diploma al liceo a fine anni ’50. Conosce solo in seguito il Dottor Robustelli, numero uno di un concessionario della Fiat che lo presenta ai vertici del brand piemontese. E così, già a metà anni ’60, corre come pilota e fonda un team con alcuni amici: la Pinerolo Corse. Nel ’69, gli viene affidata l’area tecnica dell’azienda, ma è nel ’71 che arriva la svolta: è direttore sportivo Fiat. A lui i meriti dell’ingaggio del finlandese Markku Ale, che ha sempre rivendicato con orgoglio.

Gianfranco Silecchia all'opera: è stato uno dei grandi pionieri italiani nei rally (Web source) 21 novembre 2022 mondfuoristrada.it
Gianfranco Silecchia all’opera: è stato uno dei grandi pionieri italiani nei rally (Web source) mondfuoristrada.it

E faceva bene, perché ‘Maximum Attack’ credeva fermamente nel dare il 100% sempre, e divenne presto un idolo fra gli appassionati. Venti i rally vinti, 56 i podi; scommessa vinta e stravinta da Silecchia, che si è dato da fare anche in altre aree motoristiche. In F1 nel 1991 con la Lamborghini, ad esempio. Un uomo onesto, fidato e simpatico, un sergente di ferro dal cuore buono e munito delle qualità giuste per afferrare qualsiasi traguardo. In molti si ricordano giustamente della Lancia, vera dominatrice dei rally. Ma sarebbe un peccato capitale scordarsi di Gianfranco Silecchia, pioniere dell’automobilismo e uomo di rally. Anzi, è un peccato capitale. Perché se tutto ebbe inizio, se oggi elogiamo le creature realizzate dalla Fiat prima e dalla Lancia poi, è anche merito di personaggi che per primi hanno creduto in una disciplina fatta di storia, passione e vittorie. E uomini. Quest’ultimi, mai da dimenticare. Grazie, Gianfranco.