Auto nuove introvabili e chiusura degli stabilimenti | Il boom dell’usato è inevitabile

Le sanzioni economiche che l’UE e il mondo occidentale hanno inflitto alla Russia, a seguito dell’invasione in Ucraina, sta causando non pochi problemi al mercato delle auto e agli automobilisti russi. Infatti la produzione interna è fortemente crollata e bisogna ricorrere ad aiuti esterni.

La guerra in Ucraina causa non pochi problemi anche agli invasori, anche se difficilmente trapelano molte notizie su quanto avviene in Russia. La censura del governo è asfissiante sulla stampa nazionale, ma il flusso di notizie spesso è inarrestabile. Le sanzioni hanno provocato la chiusura delle aziende che producono automobili, costringendo i cittadini all’ombra del Cremlino a ricorrere all’acquisto di auto usate. Da qui l’exploit di importazioni dell’usato e per il 70% arrivano dal Giappone. I numero delle auto usate importate è raddoppiato da febbraio ad oggi e sta sconvolgendo non poco il mercati e le abitudini del Paese di Vladimir Putin.

Concessionaria auto a Mosca (foto Ansa)
Concessionaria auto a Mosca (foto Ansa)

Crollo nella vendita auto nuove

Secondo i dati degli analisti russi di Autostat, all’inizio del 2022 si registrava l’acquisto di 11.055 mezzi di seconda mano, a fronte dei 23.117 di oggi. La guerra in Ucraina ha costretto molti colossi, come Toyota e Volkswagen, alla chiusura degli stabilimenti presenti sul territorio russo. Le sanzioni del mondo esterno hanno costretto a ricorrere all’acquisto di auto usate, anche perché i costruttori russi non hanno potuto acquisire la componentistica necessaria dalle aziende straniere. Le auto importate dai privati, invece, non rientrano nella circoscrizione delle sanzioni e, secondo quanto fanno sapere i funzionari doganali della città portuale di Vladivostok, i singoli acquirenti avrebbero fatto pervenire oltre 100.000 auto da gennaio ad agosto.

Vladimir Putin (foto Ansa)
Vladimir Putin (foto Ansa)

Il boom delle auto usate

Questa nuova “economia” dell’usato ha spinto ad un aumento del traffico di vetture usate di quasi il 50%, con un conseguente innalzamento del +10% dei prezzi, nel solo mese di settembre, per i servizi logistici. I veicoli di seconda mano arrivano in gran parte dal Giappone, per uno quota stimata del 76%, mentre una minima parte pari al 5,3% viene importata dalla Bielorussia. Fino ad un anno fa le importazioni di auto usate rappresentavano quasi il 20% del mercato automobilistico russo ed il 50% del fatturato, oggi la situazione è cambiata radicalmente. In base ai dati forniti dall’Association of European Businesses (Aeb), che rappresenta le aziende presenti in Russia, le vendite di auto nuove sono calate di circa il 60%, per un totale di 506.661 unità.