Occhio a questa truffa che può accadervi nel viaggiare in una delle autostrade italiane: non cedete alla tentazione incredibile.
Viaggiare in autostrada è una situazione che ogni giorno migliaia di italiani affrontano per diversi motivi. Per lavoro, per viaggi di piacere, per questioni familiari, si utilizzano le strade ad alta percorrenza per spostarsi in maggiore velocità.
Come è noto quasi tutte le autostrade nostrane, gestite da Società Autostrade, sono a pagamento. Bisogna accedervi presso i caselli di ingresso ed uscita e pagare la tassa sulla circolazione in questo tipo di percorsi.
Chi viaggia spesso in autostrada ha deciso di affidarsi, per comodità e risolutezza, al sistema Telepass. Ovvero l’apparecchio, da apporre sul cruscotto della propria auto, che evita le file ai caselli e dà accesso prioritario in autostrada. Ovviamente accumulando il pagamento delle tratte sul proprio conto.
In tanti dunque utilizzano il Telepass come aiuto per essere più veloci e sbrigativi negli spostamenti autostradali. Ma tali automobilisti devono fare attenzione: è spuntata una truffa vera e propria che utilizza la nota azienda in questione.
Da qualche settimana in molti stanno ricevendo sul proprio numero di cellulare un SMS, a nome di Telepass. In questo messaggio si richiede il pagamento immediato di una fattura per i tragitti autostradali o di una multa per aver utilizzato impropriamente l’apparecchio.
Occhio: si tratta di un tentativo classico di phishing, ovvero i messaggi informatici atti a rubare ai malcapitati vari dati sensibili ed accedere ai propri dispositivi da remoto. Infatti nell’SMS fake è contenuto un link, che viene chiesto di cliccare. Non fatelo assolutamente, visto che in tal modo gli hacker potranno avere accesso ai dati del cellulare ed ai documenti che vi sono all’interno.
L’azienda Telepass, una volta saputo della truffa a suo nome, ha inviato comunicazione ufficiale in cui chiede a tutti gli utenti che ricevono l’SMS di ignorarlo assolutamente. Inoltre è stato ribadito che Telepass non invia mai richieste di pagamento tramite messaggeria telefonica, bensì per e-mail e sempre con indirizzi o link protetti che collegano al sito ufficiale.
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