Presentato un esposto da parte del Codacons che riguarda le auto storiche. Arriva un’accusa molto dura da parte dell’Associazione.
In Italia abbiamo forse uno dei parchi auto più vecchi d’Europa. Ma, se è per questo, abbiamo anche una buona “popolazione” di auto storiche. Si definiscono così le vetture che hanno “un interesse storico e collezionistico”. E c’è una normativa speciale che le definisce tali, chiarendo quali sono i requisiti e la modalità di utilizzo. In Italia sono 4,3 milioni di auto sui 40,2 milioni circolanti complessivamente, particolare che certifica che parliamo di un numero davvero importante.
A definire auto d’epoca e auto di interesse storico e collezionistico è l’articolo 60 del Codice della strada. Nello specifico può essere definita auto d’epoca quella destinata alla conservazione in musei o in locali pubblici o privati e che non possono normalmente circolare su strada perché “non posseggono requisiti, dispositivi e ed equipaggiamenti richiesti dalla legge”.
Inoltre queste Auto non sono nel Pubblico registro automobilistico ma devono essere iscritte in un apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri e possono circolare solo in occasione di manifestazioni e raduni dietro autorizzazioni del Dipartimento per i trasporti terrestri.
Quelle di interesse storico e collezionistico invece sono quelle costruite da almeno 20 anni e iscritte in uno dei Registri elencati nell’articolo 60 del Codice della strada: Registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI (solo per motoveicoli). Inoltre hanno un Certificato di rilevanza storica (Crs) che attesta data di costruzione e caratteristiche tecniche, oltre all’iscrizione al Pra. Anche queste possono viaggiare su strada ma devono rispettare alcune prescrizioni.
Secondo i numeri attuali, il parco delle auto storiche vale 104 miliardi di euro. Ma secondo il Codacons siamo di fronte in molti casi a una vera truffa. L’accusa dell’associazione è che quasi 553 mila sono certificate come storiche, ma solo il 20% avrebbe effettivamente i requisiti per ottenere il riconoscimento secondo legge.
Il tutto magari per usufruire anche delle esenzioni totali o parziali sulle tasse automobilistiche (vedi bollo auto regionale, Imposta provinciale di trascrizione) e sulle polizze assicurative obbligatorie Rc auto che godono queste vetture.
Per questo il Codacons ha presentato un esposto ad Antitrust, Corte dei Conti e Ministero dei Trasporti, perché queste situazioni “potrebbero portare a danni sul fronte erariale e a pesanti conseguenze sul piano ambientale e della sicurezza stradale“. L’accusa è che siano registrati così anche “furgoni commerciali in pieno esercizio”.
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