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Motori termici, la svolta: l’alleanza che può cambiare tutto

Sembra che i motori termici non siano ancora morti, tutt’altro: potrebbe succedere qualcosa prima dello stop previsto entro il 2035 che renderà le case produttrici in grado di affrontare nuove sfide…

Molti marchi produttori non vogliono proprio rassegnarsi a dire addio ai motori termici: non è soltanto una questione tradizionalista o conservatrice, visto che convertire interi impianti di produzione dal termico all’elettrico è una questione da miliardi di Euro e che non abbiamo ancora nemmeno la garanzia totale che dal 2035 le automobili a motore termico saranno totalmente vietate in Europa.

I motori termici torneranno in auge (Canva) – Mondofuoristrada.it

Quali sono le opzioni per chi vuole salvare i motori termici? La prima è più immediata nonché quella presa in considerazione da importanti realtà del panorama dell’automotive come molti marchi del Gruppo Stellantis è l’approvazione dei cosiddetti biocarburanti su cui l’Unione Europea è ancora molto divisa. Paesi come l’Italia e la Germania considerano questa misura fondamentale per il futuro.

Recentemente uno dei colossi del mondo automobilistico che si è opposto con maggiore decisione all’idea che l’elettrico sia l’unica strada percorribile sotto il piano della transizione ecologica ha avviato una promozione dei carburanti biologici assieme ad un’altra realtà che ha tutto l’interesse affinché questi motori non muoiano. Vediamo cosa è successo.

Si al biocarburante

Come abbiamo accennato il Gruppo Stellantis è interessatissimo alla questione dei biocarburanti, non tanto perchè l’elettrico non piaccia a Carlos Tavares e i suoi ma perchè la realtà europea sostiene giustamente che paesi come Cina e Giappone si mangerebbero letteralmente la concorrenza se dovessimo dire addio ai motori termici, essendosi mossi più rapidamente.

Tra i brand europei Stellantis è quello che spinge di più per salvare i motori tradizionali (Ansa) – Mondofuoristrada.it

Da qui, l’alleanza inedita tra il Gruppo Stellantis e Saudi Aramco, compagnia petrolifera araba che ha avviato una collaborazione con il costruttore di automobili quotato in borsa per promuovere l’utilizzo di carburanti ecologici. Aramco che è responsabile di una buona percentuale di emissioni nocive legate al traffico automobilistico propone un modello di studio.

Secondo la compagnia saudita, se esattamente in questo momento 28 milioni di automobili alimentate a petrolio e derivati passassero al biocarburante, l’inquinamento nei prossimi venticinque anni calerebbe di 400 milioni di tonnellate di CO2 che non è un brutto risultato. Non parliamo però di un progetto facile da realizzare e soprattutto, l’Europa deve ancora prendere la decisione che le case produttrici attendono ormai da quasi un anno, senza sapere quando arriverà.

Manfredi Falcetta

Appassionato di auto, moto e motori. La scrittura e la lettura sono i miei hobby preferiti.

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