Viaggiare nelle autostrade permette di sentirsi più liberi e di premere maggiormente il piede sul pedale dell’acceleratore. Attenzione, però, la situazione è destinata a cambiare in tempi rapidi e in modo inaspettato.
L’estate è ormai arrivata e questo sarà certamente il periodo in cui tanti ne approfitteranno per trascorrere qualche giorno lontano da casa per staccare la spina. Chi deciderà di raggiungere la località scelta in auto percorrerà certamente una delle autostrade italiane, dove ci sarà certamente il rischio ingorghi, come accade normalmente nel corso della settimana nelle ore di punta.
Chi ama percorrere questo tratto di strada avverte questa sensazione perché si sente libero di andare più veloce, traffico permettendo ovviamente, senza il rischio di andare incontro a una sanzione. Anche in questo caso ovviamente la prudenza non dovrebbe mai mancare.
Chi trova piacevole guidare ama farlo sulle autostrade italiane ben sapendo di poter premere maggiormente il pedale dell’acceleratore, pur cercando di essere più prudenti possibile. A sorpresa, però, Matteo Salvini, che solitamente nelle norme del Codice della Strada preferisce adottare la linea dura, vuole agire in aniera opposta.
L’idea del leader della lega, infatti, è quella di essere più malleabili nei limiti di velocità. “Vorremmo poter alzare in alcuni orari il limite di velocità degli attuali 130 km/h – sono state le parole del politico –. Vorremmo farlo dove c’è un tasso di incidentalità pressoché pari allo zero. Ci sono tre, quattro o cinque corsie, come la Milano-Laghi, in cui questo sarebbe possibile”.
Questa sarà quindi una delle novità previste nel decreto sulla sicurezza stradale a cui tiene il governo, che sarà discusso in Parlamento.
Non tutti sembrano però guardare in maniera favorevole alla modifica normativa voluta da Salvini, convinti che questo possa essere rischioso e diminuire in realtà il livello di sicurezza sulle autostrade.
Emblematica la posizione del Codacons, che si è opposto in maniera decisa a questa proposta. “Il Ministro dei Trasporti Pietro Lunardi nel 2001 e il suo omologo Matteoli nel 2009 avevano lanciato un’idea simile, ma era stata poi abbandonata perché poteva compromettere la sicurezza stradale. Una delle conseguenze possibili era proprio quella di poter aumentare i morti sulle strade. A confermarlo anche i numeri: Oltre il 12% di sinistri, morti e feriti sulle nostre autostrade è causato proprio dall’eccesso di velocità“.
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