Comprare un’auto usata è una grande tentazione, in quanto si risparmia tantissimo. Eppure c’è un rischio enorme che in pochi ormai considerano. Si tratta di una delle truffe più diffuse, ormai da decenni. Eppure accade ancora, sistematicamente
Spesso l’acquisto di un’auto usata rappresenta un vero e proprio affare. Si sa che il mercato del nuovo vede prezzi sempre più alti. Sia a causa dell’inflazione, sia a causa dell’arrivo sul mercato di modelli sempre più sofisticati.
E tutti i possessori di vetture nuove, sanno bene come queste si svalutino velocemente. Addirittura il valore crolla di 1/3 già appena quando la macchina esce dalla concessionaria. Ecco perché spesso comprare una vettura usata è un affare. Si risparmia moltissimo, e con un po’ di fortuna si acquista una vettura praticamente nuova. Ovviamente il tipico segnale per capire come è messa una macchina sono i chilometri percorsi. E’ questo il primo parametro per misurare la “vecchiaia” di un veicolo, ancor più dell’anno di immatricolazione. Infatti, se una vettura immatricolata molti anni fa ha camminato pochissimo e magari è sempre stata chiusa in garage, si presenterà in condizione praticamente perfetta.
Invece, per quanto ben tenuta, un’auto con molti chilometri ha sicuramente “vissuto” parecchio. Vero è che se questi si fanno in autostrada molto spesso non usurano il veicolo (se non nel motore, ovviamente), ma è difficile trovare una vettura utilizzata solo su strade veloci. Ecco perché la prima cosa che bisogna guardare sono i chilometri percorsi. Ed è questo il parametro che tante volte fa la differenza. Purtroppo, proprio per l’importanza di questo conteggio, da sempre qualche delinquente prova a truffare l’ignaro potenziale acquirente. Il “trucco” di scalare i chilometri è purtroppo ancora molto in voga.
Questa odiosa e criminale pratica riguarda soprattutto i venditori di auto usate, meno le concessionarie ufficiali (pensiamo alle permute) e ancor meno i privati. Non è facile, infatti, manomettere il contachilometri e servono competenze specifiche. Le vetture che sono più spesso vittima di questa pratica truffaldina sono le macchine che hanno molti chilometri, ma che sono state ben tenute e si presentano bene. Una volta era facile manomettere i vecchissimi contachilometri analogici, un po’ meno quelli digitali. Oggi, dove di fatto le automobili sono dei computer, fare questo tipo di intervento è molto facile.
Ecco perchè bisogna stare molto attenti, anche perchè è praticamente impossibile stabilire con certezza se una vettura ha i chilometri scalati. La cosa migliore da fare è controllare l’usura di parti sensibili, come volante e sediolini. Se ci sono segni di usura è ovvio che la macchina ha camminato parecchio. E poi si può ricostruire la “vita” di un mezzo attraverso le revisioni (dove sono sempre riportati i km) e la manutenzione programmata. Se esiste un archivio riscontrabile di questi interventi è possibile sapere con certezza se il chilometraggio è autentico oppure “tarocco”.
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