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Tunisia fra avventura e solidarietà

Resoconto inviato da Climbing 4x4 Club • Pubblicato il 10 aprile 2008 22:17

tunisiaEra da tempo che volevamo compiere questo viaggio. Ogni qual volta che ci accingevamo a farlo sorgevano dei problemi. Ce ne sono stati anche questa volta, infatti noi del ‘Climbing fuoristrada’ dovevamo essere numerosi, ma alla fine siamo rimasti solo in tre, con una strana coppia di automezzi (un Unimog Mercedes 2800 benz. e un Suzuki Jimny 1500 diesel) ad essere risoluti nell’andare avanti.
Quindi dopo tanta attesa al porto di Salerno, inizia il nostro viaggio verso la Tunisia.
La traversata è da incubo, con il mare grosso e il magone di aver lasciato le famiglie nel fine settimana di Pasqua, ci fanno avere il morale a terra. In nave conosciamo Samir, tunisino che lavora e vive in Italia, con Linda sua moglie ed è subito amicizia, con la loro disponibilità e conoscenza del posto ci sono di grande aiuto. Dopo lo sbarco e dopo aver messo le ruote degli automezzi sul suolo tunisiatunisino e tutt’altra storia. Nonostante è pomeriggio fatto ci mettiamo subito in marcia verso sud. Sosta obbligata a Tajerouine, perché è tardi per andare sul Tavolato di Jugurtha ed è presto per spegnere i motori, ma d’altronde siamo abbastanza stanchi, e nel vedere le cicogne che si posano leggere sulla mezza luna del minareto, il villaggetto ci da un senso di serenità. Sveglia all’alba dal ‘muezzin’, abbondante colazione ed è subito marcia in direzione del Tavolato.
La temperatura non è per niente primaverile (circa 3-4 gradi) e per di più continuiamo a salire, dobbiamo arrivare a quota 1270 metri. Finisce l’asfalto iniziamo il primo tratto in fuoristrada, è piovuto tutta la notte, la terra di questo posto è insidiosa, si attacca a una gommatura per altro non idonea ai terreni argillosi facendo sbandare gli automezzi e facendoli sembrare come degli ubriaconi. Un passaggio più difficile del solito ci costringe a riflettere se è consigliabile oppure no nell’andare avanti. La differenza di peso fra i due automezzi è enorme, ed in caso di bisogno non ci si potrebbe cavare d’impaccio. Ma il Tavolato è la, di fronte a noi che ci ammalia, uno sguardo di intesa con i compagni, e con l’adrenalina a 1000 si va con grande prova di guida e padronanza dei mezzi arriviamo alla meta. Neve in quota e vista da mozzafiato. Di nuovo in viaggio, con brevi fermate ai villaggetti sparsi alle pendici del Tavolato, per distribuire materiale didattico, farmaceutico e giocattoli ai bambini, con la collaborazione dell’associazione ‘Onlus tunisiaBambini del Deserto’. Facciamo un pò i turisti a Midès e Tamerza, nel visitare le oasi di montagna e le bellezze del posto. Nel tratto panoramico verso Tozeur, avvistiamo per la prima volta la distesa del deserto, l’emozione è indescrivibile. Brevi soste a Tozeur e a Nefta prima di affrontare l’attraversamento del ‘Chott el Jerid’, evitando di farlo a ridosso del confine algerino per il timore di sconfinare. Usciamo dall’asfalto e imbocchiamo una pista 20 km prima del confine algerino, senza la consapevolezza di avere i punti GPS errati.

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