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Seep: la Jeep anfibia

• Pubblicato il 18 novembre 2008 17:17

jeep seep anfibiaAgli inizi degli anni Quaranta, quando la Jeep inizia lentamente ad affermarsi sul mercato americano e a fare già capolino in Asia e in Europa, appaiono i primi esemplari speciali destinati ad utilizzi bellici molto particolari. Uno dei modelli più noti (e oggi apprezzati dai numerosi appassionati e collezionisti di tutto il mondo) è senz’altro la Seep, la versione anfibia il cui acronimo deriva dalla contrazione della sigla “Sea-going Jeep”.
Realizzata in collaborazione con l’allora famoso centro nautico “Sparkman e Stephens”, la Seep venne messa in cantiere in seguito ad una commessa avanzata dalla Ford che prevedeva la produzione di 12.778 esemplari. La catena di montaggio, avviata nel 1942, interrompe però la lavorazione l’anno successivo e le Seep prodotte arrivano a circa 6.000 unità. Praticamente identica nella meccanica al modello originale, la Jeep anfibia si muove in acqua grazie all’adozione di un’elica posteriore e ad un timone direzionale, mentre il peso del veicolo (540 chili in più) impone l’adozione di una foglia aggiuntiva nelle balestre. La Seep (lunga 4.63 mt e larga 1.6 mt) raggiungeva una velocità massima di 80 Kmh su strada e di circa 8 Kmh in acque calme, mentre nell’utilizzo off-road poteva superare una pendenza massima superabile del 45%

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