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Pechino-Parigi del 1907

di Giorgio Rosato • Pubblicato il 08 luglio 2007 15:25

La Itala trionfa sulle orme di Marco Polo

itala trionfa al raid pechino-parigi“C’è qualcuno che accetti di andare nell’estate prossima da Pechino a Parigi in automobile?” Con questo singolare annuncio, apparso agli inizi del 1907 sul quotidiano parigino “Le Matin”, prese il via una delle più importanti sfide della storia dell’automobilismo: il raid Pechino-Parigi, una straordinaria avventura che lo stesso giornale francese aveva definito come “la più gigantesca prova di resistenza mai affrontata da un veicolo a motore”.
Pochi giorni dopo la pubblicazione dell’annuncio-sfida, la redazione de “Il Matin” venne sommersa di richieste di partecipazioni tra le quali si evidenziò, per sinteticità e determinazione, la lettera del principe Scipione Borghese che scriveva brevemente: “Mi iscrivo alla vostra prova con un’automobile Itala”.
itala trionfa al raid pechino-parigiGiovane rampollo di una ricca famiglia aristocratica romana, il principe Borghese era un grande appassionato di viaggi e avventure in terre lontane e la possibilità di percorrere 16.000 chilometri attraverso località sconosciute mai solcate fino ad allora da alcune veicolo a motore, rappresentava indubbiamente un’idea che stimolava fortemente la sua fantasia. Oltre all’adesione del principe romano furono altre 24 le iscrizioni pervenute al giornale parigino, ma sotto il nastro di partenza nella capitale cinese si presentarono soltanto cinque autovetture, trasportate via mare dall’Europa: tre francesi, un triciclo Contal e due De Dion & Buton, l’olandese Skiper e, per l’Italia, la possente Itala di Scipione Borghese.

itala trionfa al raid pechino-parigiDiversamente dagli altri concorrenti, che avevano scelto per la massacrante maratona automobilistica vetture piccole e leggere, il principe Borghese preferì un’auto potente e pesante.

La Itala 35-45 Hp era infatti equipaggiata con un grosso motore a quattro cilindri di oltre 7.000 cc e pesava più di una tonnellata e mezza. Pur non trattandosi di un veicolo a quattro ruote motrici, la Itala occupa un ruolo fondamentale nella storia del fuoristrada in quanto la maggior parte del tragitto tra Pechino e Parigi è stata effettuata al di fuori da qualsiasi via di comunicazione (all’epoca praticamente inesistenti), attraverso le sterminate distese desertiche della Cina e della Siberia.

itala trionfa al raid pechino-parigiOltre al principe Borghese, facevano parte dell’equipaggio il giornalista Luigi Barzini (inviato speciale per il Corriere della Sera) e il meccanico Ettore Guizzardi. La partenza del raid avvenne da Pechino, dal quartiere delle legazioni, il 10 giugno del 1907 e fin dalle prime fasi della corsa la Itala prese il sopravvento sulle altre concorrenti, superando mille difficoltà e imprevisti (tra cui un ponte crollato e un tuffo in un torrente), tagliando vittoriosamente il traguardo a Parigi esattemente due mesi dopo, il 10 agosto. Delle altre auto partite da Pechino soltanto le due De Dion & Buton giungeranno, con circa due mesi di ritardo, nella capitale francese. Negli anni successivi la gloriosa Itala venne abbandonata dapprima in un angusto capannone e, successivamente, in un polveroso fienile prima di approdare con tutti gli onori (nel 1931) nelle sale del Museo dell’Automobile di Torino.

itala trionfa al raid pechino-parigiEd è qui, nella primavera del 1989, che è stata prelevata dalla Fiat per effettuare tutte le operazioni di restauro necessarie per far tornare a nuova vita la gloriosa autovettura. Nel marzo dell’89 infatti, è partira la riedizione dello storico raid Pechino-Parigi, con la stessa Itala del 1907, organizzata dalla Fiat con il patrocinio della RAI e una partecipazione del Ministero degli Esteri e di quello delle Poste. In questo caso però non si è trattato di una gara, né di un evento sportivo, ma di un’astuta e complessa operazione di marketing che ha avuto un grosso ritorno di immagine per la Casa torinese.

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