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Capitolo 23 - La posizione di guida

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:32

Sulle pagine di questo libro abbiamo finora affrontato le più disparate tecniche di guida inerenti la guida in fuoristrada, soffermando la nostra attenzione soprattutto sulle modalità riguardanti le varie situazioni che possono presentarsi nella pratica dell’off-road.

In questo capitolo abbiamo deciso di fare un piccolo passo indietro per mettere a fuoco un argomento, quello della posizione di guida, che si rivela di fondamentale importanza nella maggior parte delle occasioni.

Assicurarsi una corretta posizione di guida rappresenta infatti uno dei presupposti fondamentali per ottimizzare al meglio la guida di una vettura, sia in ambito stradale che su percorsi off-road. Nella guida in fuoristrada inoltre si procede assai spesso in condizioni limite per cui l’importanza di una corretta posizione di guida assume un ruolo fondamentale, sia ai fini di un perfetto sfruttamento delle caratteristiche del veicolo che per salvaguardare l’incolumità del pilota (e degli eventuali passeggeri presenti a bordo) o evitare danneggiamenti al veicolo.

Prima di entrare nel dettaglio dei vari punti da prendere in esame in questo caso, è necessario aprire una breve parentesi relativa alle finalità che si prefigge l’impostazione di una corretta posizione di guida, riassumibili in quattro punti principali: 1) maggiore sicurezza possibile; 2) distanza ottimale dal volante, dalla pedaliera e dalla leva del cambio; 3) ancoraggio solido contro qualsiasi tipo di sollecitazione laterale, verticale e frontale; 4) massima libertà dei movimenti delle braccia e delle gambe, conseguita senza dover necessariamente ricorrere a puntare i piedi sul pavimento, ne aggrappandosi al volante.

Tra le componenti presenti all’interno dell’abitacolo, i principali elementi da prendere in considerazione sono rappresentati invece dal sedile, dal volante e dalla pedaliera.

Il sedile ha subito negli ultimi anni una notevole evoluzione, sia per quanto riguarda il design che nello specifico sviluppo degli studi ergonometrici inerenti la posizione di guida per cui, anche sui modelli considerati più “spartani”, il comfort (e la sicurezza) risultano decisamente migliori rispetto ai primi modelli di fuoristrada a larga diffusione apparsi sui nostri mercati negli anni ‘60 e ‘70. La forma del sedile, pur non avendo necessariamente la struttura di quello che caratterizza alcuni modelli di 4x4 riservati alle competizioni (che viene a formare una vera e propria cellula entro la quale è racchiuso il tronco del pilota), deve comunque essere avvolgente assicurando un efficace ancoraggio al busto e alla parte superiore delle cosce. Fondamentale risulta l’altezza del sedile rispetto al pianale, in grado di garantire una buona visibilità anteriore, sia davanti al cofano del veicolo che sui bordi laterali; a tale proposito ricordiamo che la ruota di scorta posizionata sul cofano, al di là dell’aspetto coreografico o della “scena” legata a certi stereotipi di avventura a motore, penalizza sensibilmente la visibilità.

In caso di percorsi off-road particolarmente impegnativi, soprattutto se il pilota è di statura medio-bassa, è consigliabile quindi smontare la ruota dal cofano per riporla momentaneamente all’interno del veicolo. Tutt’altro che trascurabili sono inoltre la posizione longitudinale del sedile e il suo grado di inclinazione; queste condizioni devono poter consentire al pilota di muovere le gambe raggiungendo i pedali senza arrivare a distendere completamente gli arti, analogamente alle mani che devono poter impugnare il volante senza allungare completamente le mani rispetto al tronco, né staccare le spalle dallo schienale. Parlando di sedile non si può eludere un piccolo accenno alle cinture di sicurezza che, soprattutto nella guida in fuoristrada (oltre al precipuo scopo di garantire in ogni occasione l’incolumità degli occupanti), devono soddisfare l’esigenza di bloccare il corpo del pilota in caso dei forti sobbalzi verticali (dovute alle asperità del terreno) e frontali (conseguenti a brusche frenate o a rapide decelerazioni). A tale scopo i modelli migliori sono quelli di tipo agonistico, a quattro o a sei punti di bloccaggio che, una volta chiuse e tese, possano esercitare anche un’energica pressione sul petto e l’addome ancorandoli saldamente allo schienale del sedile.

Sul volante i dati principali da prendere in esame riguardano le sue dimensioni e il sistema di impugnatura. Dando per scontato che le personalizzazioni, anche esasperate, sono sempre più in voga anche tra gli appassionati dell’off-road, è preferibile lasciare sempre al suo posto il volante originale poiché le sue caratteristiche (sia per quanto riguarda il diametro che le dimensioni) sono le più funzionali al veicolo.

Le misure dei vari modelli (a tre o a quattro razze) variano generalmente attorno ai 40 cm. di diametro, mentre a circonferenza della corona (foderata con sostanze antiscivolo ad elevato potere atermico) oscilla tra gli 8 e i 10 centimetri. Diametri inferiori del volante sono sconsigliabili, a meno che il veicolo non sia equipaggiato con idroguida.

Evitare di ruotare il volante con una sola mano (diminuisce la sensibilità sullo stato di aderenza dei pneumatici), nonché il ricorso ai famosi pomelli (apprezzati da molti driver a trazione integrale) il cui utilizzo non consente sempre una esatta valutazione della traiettoria, oltre al rischio di pericolosi contraccolpi alle mani trasmessi dal volante. Questo inconveniente, a volte responsabile di microtraumi alle articolazioni delle dita, può manifestarsi anche in caso di una non corretta posizione della mani sul volante per cui nella guida in fuoristrada occorre evitare di guidare con i pollici rivolti all’interno delle razze.

Per quanto riguarda la pedaliera, i parametri da tenere in considerazione interessano le dimensioni e il posizionamento dei pedali di freno, frizione e acceleratore. La loro collocazione deve essere tale da assicurare in ogni occasione un utilizzo ottimale anche indossando calzature molto robuste, come stivali in gomma o scarponcini da trekking. Particolare attenzione richiede anche la possibilità di assicurare una buona presa tra il piede e i vari pedali per cui occorre sostituire spesso (ai primi cenni di deterioramento) i gommini antiscivolo che si rivelano preziosi nella guida su percorsi particolarmente fangosi. A tale riguardo è consigliabile inoltre togliere, durante le fasi più impegnative della guida, eventuali tappetini supplementari non saldamente ancorati al pianale per evitare che (una volta ricoperto di acqua o fango) possano trasformarsi in una superficie estremamente sdrucciolevole. Da non sottovalutare inoltre la possibilità di poter eseguire correttamente anche la manovra “punta-tacco”, senza dover ricorrere a pericolosi virtuosismi acrobatici.

Un ultimo accenno riguarda infine la disposizione degli specchietti retrovisori e la collocazione di alcuni accessori espressamente riservati alla guida in fuoristrada che, proprio in funzione di una corretta posizione di guida, devono essere collocati sul cruscotto nella maniera più funzionale possibile.

Lo specchietto interno può essere lasciato tranquillamente nella sua posizione originale, proiettata sulla parte posteriore del lunotto, mentre quelli esterni possono essere inclinati verso il basso in maniera che visualizzino al pilota l’area delle ruote posteriori; questo particolare si rivelerà particolarmente utile nel transito lungo mulattiere molto strette e accidentate, per avere sempre una valutazione corretta degli ingombri del veicolo sulla carreggiata.

Tra gli accessori che compongono la strumentazione aggiuntiva di un veicolo fuoristrada figurano assai spesso la bussola, l’altimetro, l’inclinometro e il trip-aster, la cui collocazione dev’essere realizzata in maniera tale da rendere sempre estremamente agevole la lettura, senza dover staccare le mani dal volante o ricorrere ad allontanare il tronco dal sedile; viaggiando da soli, inoltre, può essere utile per la stesura del road-book un supporto rigido per fissare il blocco scrittura e una luce orientabile per il carteggio notturno.

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