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Capitolo 12 - Catene: non solo neve

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:23

Con il ritorno della bella stagione la presenza della neve potrebbe sembrare solo un lontano ricordo, ma per gli appassionati di off-road non è così. Soprattutto per coloro che si avventurano con proprio veicolo sui sentieri e le mulattiere disseminate lungo l’arco alpino dove, nella maggior parte dei casi, le ultime tracce delle nevicate invernali possono essere presenti anche fino al mese di luglio. Soprattutto a quote superiori ai 2.500 metri, dove la neve può persistere in maniera abbondante anche in pieno agosto. È evidente quindi che la presenza di catene a bordo del veicolo può risultare provvidenziale per cavarsela nella maggior parte delle situazioni. E non solo in presenza di neve, ma anche sullo sterrato (quando ci si trova a dover affrontare ampie distese di fango) questo accessorio può rivelarsi prezioso per ripristinare una trazione irrimediabilmente compromessa.

Ma come si guida un fuoristrada con le catene? È preferibile montarle su tutte le ruote o solo sull’asse posteriore?

Ed oltre alle neve in quale situazioni sono consigliabili? Prima di affrontare questi argomenti ci sembra utile una digressione sul “prima”, riferita cioè a quell’attenta ed obiettiva valutazione di tutte quelle particolari situazioni ambientali le cui condizioni di sicurezza suggeriscano, o impongano, il ricorso al montaggio delle catene da neve.

È di fondamentale importanza infatti valutare con estrema attenzione il grado di difficoltà scaturito dal tipo di percorso che si sta affrontando, nonché intuire al volo gli eventuali rischi in agguato. Naturalmente è scontato che un veicolo a trazione integrale si muova comunque sulla neve con una maggiore disinvoltura rispetto ad un’auto tradizionale, ma non bisogna mai esagerare; restare entro un buon margine di sicurezza è indispensabile per assicurare in ogni occasione le migliori condizioni di motricità al veicolo.

Come abbiamo avuto modo di ricordare nel capitolo dedicato alla guida sulla neve (le cui indicazioni restano comunque valide anche in questo caso), non vi sono particolari problemi fino a pendenze contenute entro il 25/30% e con un manto nevoso la cui profondità si mantenga attorno ai 20/30 cm.

Ma se l’altimetria accentua la pendenza, o la neve è più alta, il veicolo può iniziare ad avere dei problemi per avanzare anche in presenza di pneumatici speciali o particolarmente tassellati. Analogamente a quanto avviene infatti in presenza di fango, anche in questo caso i tasselli dei pneumatici si riempiono ben presto di neve e, nel giro di pochissimi metri, le gomme possono risultare lisce come il vetro e con un’aderenza ridotta ai minimi termini.

I primi campanelli di allarme sono rappresentati dall’esigenza di un incremento di potenza (soprattutto avanzando in salita, è necessario ricorrere a marce ridotte sempre più basse) abbinata ad un’andatura abbastanza sostenuta, e da alcuni scodinzolamenti, particolarmente accentuati in presenza di tornanti. La vettura, anche procedendo lungo le tracce ben evidenti sulla pista, non riesce più ad avanzare in maniera lineare e per mantenere la rotta si è costretti a volte a zigzagare continuamente con il volante.

Avanzare in queste condizioni, specialmente in presenza di forti pendenze laterali o di scarpate che si aprono su profondi strapiombi, può risultare eccessivamente pericoloso per cui si impone a questo punto il montaggio delle catene.

Operazione questa che, se possibile, non dovrebbe essere fatta all’ultimo momento, quando le condizioni di operabilità siano estremamente precarie o richiedano eventualmente il ricorso all’adozione di una binda, ma andrebbe effettuata su un tratto pianeggiante e sufficientemente largo da consentire anche un ampio margine di manovra nel caso si fosse costretti ad invertire la marcia.

Per quanto riguarda la tecnica di guida, le modalità non si discostano molto da quelle adottate nella guida sulla neve, riassumibili essenzialmente due punti fondamentali: in primo luogo occorre evitare manovre brusche, sia in fase di accelerazione che in frenata, mentre in secondo luogo è indispensabile mantenere un’andatura costante (la velocità di sicurezza in questo caso non deve superare i 50 Km/h.).

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