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Libia

resoconto inviato da Dimensione Avventura • Pubblicato il 22 marzo 2007 17:08

Un deserto che conquista

libiaLa Libia, con il suo immenso deserto, è stato l’ultimo dei paesi del nord Africa ad aprire le porte al turismo. Un viaggio all’interno di una nazione ancora tutta da scoprire.
libiaCon il gruppo Dimensione Avventura ci imbarchiamo al porto di Genova, fra una moltitudine di mezzi preparati per affrontare viaggi sahariani, ed arriviamo al porto della Goullette, Tunisi, dopo circa 24 ore di navigazione.
Appena sbrigate le formalita’ doganali ci si dirige velocemente verso sud e dopo 500 km di asfalto siamo già alla frontiera libica di Ras Ajdir, unico accesso libero per consentire a noi europei di entrare nel paese di Gheddafi.

L’arrivo

libiaSiamo accolti dai doganieri con molta gentilezza ma purtroppo la burocrazia richiede lunghi tempi di attesa. Si vaga da un capannone ad un altro per vidimare il visto, ottenere il carnet di passaggio, una targa locale da applicare sui veicoli, un tagliando d’assicurazione locale e molti altri fogli scritti solamente in arabo il cui significato è rimasto per noi ancora sconosciuto.
Il tutto richiede molte ore di attesa che possono variare dalle due a più di otto nel caso in cui venga controllato il mezzo ed il bagaglio.

L’avventura inizia

libiaUna volta fuori ci accorgiamo subito che la segnaletica stradale è riportata solo in arabo e quindi anche l’individuare una località su asfalto può essere difficoltoso. Si sale sull’altopiano Jabal Nafusah all’altezza del piccolo villaggio di Nalut, con una ripida salita a tornanti secchi e da qui proseguiamo in direzione Darji, sempre seguendo il lungo nastro d’asfalto a volte ricoperto da lingue di sabbia riportata dal vento.
Darji negli ultimi anni con l’aumento del turismo ha subito una metamorfosi accattivante da renderla sempre piu’ accogliente anno dopo anno. Dopo aver fatto una doverosa sosta per rifornimenti di carburante ed acqua si parte da qui alla volta dell’avventura, dirigendo i musi dei nostri 4x4 in direzione di Idri, distante circa 500 km.
La pista è affascinante e veloce nella prima parte, dove è facile farsi prendere la mano ed esagerare con il gas: non pochi sono gli incidenti dovuti all’esuberanza dei piloti, alle crepe del terreno e a sassi più o meno insidiosi.
Lungo la strada incontriamo i primi segni della colonizzazione italiana: un cippo murario con la scritta “Bir el Gazeil,” un pozzo con annessa una ex pista di atterraggio. Incontrare pozzi lungo la pista è cosa frequente ma spesso sono asciutti e quelli ancora con qualche risorsa idrica sono sorvegliati.

L’oasi di Idri

libiaSi prosegue su un immenso altopiano che ha come confini solamente l’azzurro del cielo e si ha la conferma della giusta direzione tramite l’avvistamento chilometrico di blocchi triangolari in cemento, anch’essi di provenienza italiana.
Avvicinandosi all’oasi di Idri si costeggia una lunga fila di dune dorate che rende obbligatoria una deviazione, dato che non capita spesso incontrare dune cosi maestose e dal colore dorato così particolare.
Arrivati all’oasi ci si ferma il tempo necessario per i rifornimenti e per segnalare al posto di polizia la nostra prossima destinazione (prassi usuale ogni volta che si arriva in una località) che sarà il piccolo centro di Awbari, attraverso 150 km di grandissime dune.
Questo tratto si manifesta subito molto impegnativo, dato che all’uscita dell’oasi ci si ritrova immersi in un mare di dune altissime e difficile da scavalcare.
libiaNon sono stati pochi i tentativi per uscire dal palmeto dell’oasi che delimita l’inizio del nulla. Per compiere questi 150 km i convogli di fuoristrada impiegano circa 2/3 giorni, in quanto le insabbiature sono all’ordine del giorno e le insidie si nascondono dietro ogni cresta di duna.
Infatti bisogna prestare molta attenzione ai catini che si creano dietro determinate dune, dato che sono praticamente delle enormi buche di sabbia da cui diventa quasi impossibile uscire.
In compenso la fatica che si affronta durante giorno viene ripagata con magnifici paesaggi, divertimento nella guida e notti romantiche intorno al fuoco.

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