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Land Rover Prima Serie 1949

di Flavio Valente • Pubblicato il 04 gennaio 2008 22:25

land Rover prima serie 1949Chi avrebbe mai detto che un veicolo progettato in un momento difficile (come quello dell’immediato dopoguerra) per seguire la richiesta del mercato di avere al tempo stesso un trattore agricolo e un mezzo in grado di trasportare sia una famiglia che un carico, con l’imperativo dell’economicità di gestione e con la limitazione della scarsità dell’acciaio per la sua costruzione, sarebbe arrivato ai nostri giorni, ben sessanta anni dopo, pressoché immutato almeno esteticamente?
land Rover prima serie 1949 Siamo ormai abituati ai continui restyling che invecchiano precocemente tutti i nuovi modelli di auto, mentre la Land Rover è rimasta la stessa per sessanta anni. Il solo motore, in origine proveniente da una berlina Rover, è stato sottoposto ad un aggiornamento continuo che negli anni ne ha variato la cilindrata e le prestazioni. Il cambio è stato sostituito con uno più moderno dopo oltre trenta anni. La carrozzeria, in lega leggera, è stata una vera idea vincente che ha distinto le Land Rover dagli altri fuoristrada ed è arrivata ai nostri giorni praticamente immutata. Eppure l’utilizzo del Birmabright, una lega di alluminio, era stato deciso per cause di forza maggiore: il land Rover prima serie 1949recupero delle scorte ormai inutilizzate del metallo impiegato per la costruzione degli aerei durante il conflitto, il risparmio sugli investimenti per la lavorazione di questo materiale (tutt’oggi ci sono artigiani che costruiscono parti di carrozzeria dei primi Land con stampi di legno) e, non di poca importanza, la scarsità di acciaio che a malapena permetteva la costruzione degli chassis (anche questi non stampati con presse, ma assemblati su dima saldando strisce di lamiera). land Rover prima serie 1949E che dire dei colori usati inizialmente: un verde scuro guarda caso uguale a quello dei veicoli militari e un verde chiaro che altro non era se non il riciclaggio delle vernici utilizzate per l’interno degli aerei! Insomma un progetto basato sull’economia di produzione, ma con una notevole longevità, al punto che nelle lande più fuori mano si incontrano tutt’oggi dei vecchissimi Land Rover ben funzionanti. Generalmente sono preferiti ai nuovi modelli proprio per l’economia e la facilità della manutenzione : spesso con riparazioni di fortuna si torna a casa quando un veicolo moderno richiederebbe il carro attrezzi. Il Land Rover Serie 1 è un veicolo relativamente raro in Italia, soprattutto il modello costruito tra il 1948 e il 1951.
La sua caratteristica principale era il motore di 1600 cc. abbinato al longevo cambio a 4 marce con un riduttore. La trazione era sempre sulle quattro ruote e il ripartitore era dotato di una ruota libera che permetteva alle ruote anteriori di girare più velocemente delle posteriori quando necessario, ad esempio in curva. La contropartita di questo sistema era che nelle discese scivolose il ponte anteriore non contribuiva all’aderenza se la ruota libera non veniva bloccata con l’apposito pomello.


SCHEDA TECNICA
  • Cilindrata 1.595 cc
  • Potenza 50/55 Cv a 4.000 giri
  • Lunghezza m. 3.35
  • Larghezza m. 1.55
  • Altezza m. 1.35 senza telo e centine e parabrezza abbattuto / m. 1.79 con telo in posizione
  • Passo  m. 2.03 ( 80 pollici )
  • Diametro di sterzo m. 10.5
  • Peso a vuoto Kg. 1.136
  • Peso a pieno carico Kg 1.829
  • Peso trainabile (ufficiale) Kg. 900 su strada / Kg. 550 in fuoristrada


STORIA DI UNA PASSIONE, DI UN RITROVAMENTO FORTUITO E DI UN RESTAURO SOFFERTO
land Rover prima serie 1949 Quella che abbiamo noi landroveristi è una malattia cronica, incurabile: ognuno di noi ha la sua «mitica» da cui non si separerebbe mai e per la quale, talvolta, si spendono cifre folli, per riparazioni e accessori, contro ogni logica e sovente con l’opposizione di tutti i familiari. Fatta questa premessa, si può leggere quanto segue e capire che centinaia di ore di lavoro, migliaia di chilometri percorsi e milioni di Lire (ora migliaia di Euro) spesi per una vecchia carretta non sono sintomo di pazzia, ma soltanto di quella strana sindrome nota come «landroverite».
Da alcuni anni avevo il desiderio di acquistare  un Land Rover Serie Uno. Purtroppo questo veicolo in Italia è decisamente raro e i miei tentativi di reperirlo direttamente in Inghilterra non avevano avuto esito positivo. Avevo ormai rinunciato all’idea quando mi capitò casualmente di leggere, su di un giornale vecchio di mesi, una inserzione nella rubrica «Il mercatino».
land Rover prima serie 1949 Diceva: Vendo Land Rover benzina, 1.600 cc., buono stato. Pensai subito a un errore riguardo alla cilindrata ed ero anche sicuro che il veicolo, considerando la data del giornale, fosse già stato venduto; comunque annotai il numero di telefono dell’inserzionista su di un foglietto di carta e lo misi in tasca. Naturalmente me ne dimenticai e solo dopo qualche giorno, ritrovato il numero mentre ripulivo le tasche, telefonai convinto di perdere tempo.
Invece, dall’altro capo del filo una voce mi confermava che si trattava di un Land Rover prima serie e che non era ancora stato venduto. Andai a vederlo pensando di trovare il solito vecchio Serie IIA o un Lightweight che già mi erano stati spacciati come dei Serie Uno, ma quando il venditore aprì la saracinesca del garage rimasi di stucco: dalla penombra del locale faceva capolino il caratteristico musetto di un Land Rover antecedente al 1951.
Lo guardai a lungo: l’oggetto del desiderio era lì, davanti a me, tangibile, e veniva offerto in vendita per sostituirlo con un altro veicolo meno spartano e più moderno. Annotai il numero di telaio, osservai con attenzione la carrozzeria e cercai in me stesso qualche appiglio per non acquistarlo.
land Rover prima serie 1949 Tutto inutile perché la «landroverite» latente era appena esplosa con tutta la sua virulenza. Mi accordai quindi per il passaggio di proprietà e tornai a casa per consultare le pubblicazioni sui Land Rover di cui la libreria è colma. Il numero di telaio rivelò che il veicolo, modello 1950, era stato costruito nell’Autunno del 1949; e anche se la carrozzeria era stata riparata sostituendo le parti originali con quelle di un modello 86»,  in tutti i casi avevo trovato una buona base per un restauro. Era il Luglio del 1994 quando «Nonna Land», come in seguito venne battezzata dagli amici, cambiò proprietario.
Mi accorsi ben presto che, per un restauro da pignolo come intendevo io, la soluzione migliore era l’acquisto di un veicolo della stessa età da cannibalizzare. Infatti dovevo sostituire gran parte della carrozzeria, un differenziale, la ruota libera e alcuni ingranaggi del cambio oltre a numerosi particolari non corretti quali strumenti, dinamo, pompa acqua, pompa benzina, carburatore, spinterogeno, ecc.:
Dopo aver contattato alcune persone in Inghilterra partii accompagnato da un amico del Club e, dopo un viaggio veramente avventuroso, ritornai in Italia con tutti i ricambi necessari e con un Serie I del 1949 che, pur essendo in condizioni pietose, si rivelò in seguito utilissimo. Infatti, nell’Aprile del 1995, un incendio distrusse il locale in cui custodivo alcuni veicoli, i ricambi acquistati in Inghilterra e le parti di carrozzeria smontate: fui così costretto a recuperare e restaurare con pazienza quasi tutto il veicolo portato da oltre Manica. Riacquistai nuovamente fanaleria, guarnizioni, paraolio, telone e sedili; di nuovo macinai chilometri, questa volta fino a fino a Mont Saint Michel, per incontrare un amico inglese che mi cedette il surplus dei ricambi della sua Serie Uno.
land Rover prima serie 1949 Nel Settembre del 1995 finalmente ricominciai l’assemblaggio del veicolo attenendomi scrupolosamente ai manuali di riparazione e agli esplosi originali. Il lavoro durò circa un anno, durante il quale tutto il mio tempo libero e la pazienza di mia moglie furono sfruttati al massimo. Le ore scorrevano controllando e sostituendo tenute, cuscinetti e ingranaggi; riparando e verniciando parti di carrozzeria; rigenerando e tarando carburatore, spinterogeno, motorino d’avviamento, dinamo; ricostruendo con pazienza i particolari mancanti. Chi non prova non può capire cosa comporta il restauro di un veicolo i cui ricambi, trovati a fatica, devono essere controllati e spesso ricondizionati.
land Rover prima serie 1949 Infine, dopo circa 1.200 ore di lavoro, avevo la soddisfazione di avere un veicolo che molti (inglesi compresi) mi invidiano e soprattutto di aver vinto una scommessa contro le avversità e le difficoltà che hanno oltremodo ostacolato la ricostruzione di R0614290 (questo è il numero di telaio di Nonna Land). E’ stata anche una dimostrazione lampante che lo spirito del vero landroverista non mente: miscelate un pizzico di capacità nel bricolage con qualche conoscenza di meccanica, aggiungete pazienza e passione ed ecco come risultato la riuscita di un’impresa che non esito a definire epica. Il restauro è stato completato nel giugno del 1996, due anni dopo l’acquisto del veicolo.

La regina del 4x4 Fest

land Rover prima serie 1949La Land Rover I Serie del 1949 di Flavio Valente, analogamente ad altri veicoli storici di prestigio, è stata spesso protagonista di importanti manifestazioni espositive riservate a collezionisti ed appassionati del 4x4. In alcune occasioni inoltre ha partecipato ad importanti saloni dedicati alla mobilità a trazione integrale, come la 4x4 Fest del 2006 dove “Nonna Land” è stata esposta nel corso dell’intera durata della kermesse di Carrara nello stand di Autoruote 4x4.  land Rover prima serie 1949Per evitarle i traumi di un lungo viaggio autostradale da Torino è stata appositamente caricata su un carrello e trainata fino a Carrara con il Discovery di Valente arrivando puntuale al taglio del nastro di partenza. Fin dalle prime ore di apertura ha catturato subito le simpatie e l’ammirazione del pubblico, divenendo in breve tempo il veicolo più ammirato alla 4x4 Fest, mentre Flavio Valente veniva sommerso di domande e quesiti da parte dei landoveristi più irriducibili che stentavano a credere che avesse portato a termine tutto da solo un’impresa di restauto così complessa.

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