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Islanda

resoconto inviato da Dimensione Avventura • Pubblicato il 22 marzo 2007 16:31

Natura protagonista

islanda In Islanda, dove la natura è padrona assoluta del territorio, l’uomo deve ancora combattere per vivere in questa terra piuttosto che proteggerla. Sia che si arrivi in questa meravigliosa isola in aereo o in nave, la prima sensazione che si avverte è di stupore di fronte ad un paesaggio con un contrasto cromatico eccezionale: il nero della lava ed il verde dei rilievi montuosi.
islanda L’Islanda, con una vegetazione arborea praticamente assente, è sempre in balia degli agenti atmosferici che mutano con il passare dei minuti, anziché dei giorni, ed è proprio per questa sua caratteristica, più unica che rara, che è chiamata la terra del “My be”, tutto può cambiare, tutto può essere!
Vulcani dalle mille forme, nere colate laviche lunghissime che attraversano verdi vallate, ghiacciai con lembi che arrivano fino alle coste, fumarole e pozze di fango bollente che levano nell’aria alte colonne di vapore: uno scenario veramente lunare che almeno una volta nella vita vale la pena visitare.
islanda Per questo motivo Dimensione Avventura si reca ogni estate in Islanda, per visitare le bellezze naturali di quest’isola del ghiaccio e del fuoco ma anche per esplorare sempre nuove piste interne, dove in pochi osano avventurarsi con i propri mezzi e dove si incontra la vera forza dell’isola.

La partenza

islanda Il gruppo dei 4x4 arriva via nave nel piccolissimo porto di Seydisfjordur pronto per iniziare questo accattivante viaggio sulle nere piste islandesi. Le lunghe letture invernali sull’Islanda, sulla sua natura primordiale, sulla sua gente discendente dal forte popolo Vichingo e suoi costumi finalmente stanno trovando un riscontro nella realtà di viaggio.
I fuoristrada saranno usati per i trasferimenti su pista mentre le gambe permetteranno di percorrere degli itinerari trekking fra i più belli e suggestivi al mondo.
Una volta sbarcati e sbrigate le formalità doganali, ci si ferma subito nel piccolo villaggio di Egilssadir per far rifornimento di carburante, cambio valuta, una piccola scorta di viveri e poi via verso l’avventura.

Tra ghiaccio e fuoco

islanda La prima pista vede i 4x4 impegnati in una lenta scalata su una pista che attraversa una piccola catena di alture laviche e che sfocia direttamente sulla costa regalando il primo panorama veramente mozzafiato. L’entusiasmo è subito alle stelle e si sono percorsi solamente 20 km.
Guidando sulla tortuosa pista costiera si arriva allo spettacolo naturale della Baja di Jokulsaron dove gli enormi icebergs che si staccano dal ghiacciaio più grande d’Europa, il Vatnajokull, migrano lentamente verso il mare aperto creando uno scenario a dir poco polare.
Si approfitta del bellissimo sole per fare un’escursione in anfibio fra i ghiacci galleggianti accompagnati da un nutrito gruppo di foche incuriosite dallo strano mezzo che occupa il loro territorio.
islanda Ma le sorprese iniziali non finiscono qui, perché subito dopo il gruppo imbocca una pista tecnica che arriva fino alle pendici del Vulcano Laki, dove i trovano fessure eruttive ad attività recente tutte caratterizzate da numerosi coni vulcanici formatisi dall’eruzione di materiale lavico ed allineati secondo delle lunghe fratture del terreno roccioso.
La pista impegna gli equipaggi auto per via degli attraversamenti di ampie colate laviche ma l’appagamento che deriva dal visitare questi luoghi è immenso. Nei primi due giorni il gruppo ha anche la possibilità di fare il primo bagno termale all’aperto nella singolare Laguna Blu dove un’enorme pozza di acqua calda sulfurea accoglie i visitatori nelle sue azzurre acque.

La capitale e i dintorni

islanda Dopo aver “recuperato” il secondo gruppo passeggeri arrivati via aereo a Reykjavik ci si immerge nelle piccole stradine della variopinta capitale a fare un po’ di shopping, venendo a contatto con la vita “urbana” di queste lande desolate e forti.
La sensazione è di essere in un piccolo angolo d’America, vista l’organizzazione urbana e l’architettura dei piccoli edifici che sorgono qui e là, senza un piano regolatore veramente efficace.
Fondamentali per rendere la città gradevole sono i variopinti colori con i quali gli islandesi dipingono le loro abitazioni, forse proprio per contrastare i loro inverni molto lunghi e con poca luce.
Proprio nei dintorni della capitale si visitano le classiche e bellissime attrazioni islandesi come il potentissimo Geysir, una particolare fumarola che ad intervalli regolari emette una lunga scia di gas e vapori le cui acque calde, ricche di minerali, decompongono chimicamente le rocce circostanti creando intorno al foro un variopinto gioco di massi colorati.
La sovrapposizione di bancate di roccia basaltica creano numerosi dislivelli, a volte molto alti, e dato che moltissimi fiumi hanno scavato il loro letto su questi tavolati ecco allora si rimane stupefatti di fronte alla magnificenza della cascata di Gulfoss che alla fine dei suoi due salti si incunea in una strettissimo e profondo canyon.
Ma non da meno è la zona di Pingvellir, unico posto al mondo dove la dorsale oceanica affiora in superficie mostrando la spaccatura reale fra il continente europeo e quello americano.
Il primo campo nel deserto viene approntato presso Hveravellir, lungo la pista interna che attraversa l’Islanda da sud a nord, in un paesaggio lunare pieno di macroattività vulcanica e dove ci si può rilassare dentro una pozza naturale di acqua calda.
In questa vasta piana che alterna campi di lava a detriti glaciali, ha inizio la prima escursione a piedi alla scoperta di originali caverne create dalle veloci colate laviche che si sono succedute nel corso di millenni. Dopo un veloce trasferimento su pista ed asfalto si arriva nell’affascinante zona del lago Myvatn. Qui con una escursione di 6 ore attraverso vulcani attivi e spenti, colate laviche ancora fumanti dai mille colori, fumarole e fanghi bollenti, si ha la prima vera sensazione di camminare sulla Luna e si comprende la potenza delle forze primordiali che hanno creato il nostro pianeta.
La giornata è coronata da un tramonto rosso fuoco che si riflette sul lago in infinite e calde sfumature cromatiche.

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