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International Scout
• Pubblicato il 04 gennaio 2008 23:07
L'antesignano di tutti i SUV
Agli inizi degli anni Cinquanta l’utilizzo ricreazionale dei veicoli a trazione integrale, legato soprattutto alle svariate attività legate alla vacanza e al tempo libero, era un fenomeno ancora abbastanza limitato sul mercato americano.
L’unico fuoristrada all’epoca circolante era la mitica Jeep Willys la cui produzione, scaturita dalle esigenze di movimentazione dell’Esercito USA nel corso della Seconda Guerra Mondiale, iniziava proprio negli anni dell’immediato dopoguerra a riconvertirsi con successo nel settore della mobilità civile. Archiviato la triste parentesi bellica, la popolazione americana iniziava a scoprire gli angoli più nascosti e sperduti del loro sconfinato Paese e per muoversi iniziarono ad utilizzare proprio la Jeep, già allora inarrestabile lungo i tortuosi sentieri dei pionieri, i guadi che si addentravano attraverso gli canyon del Colorado o le vertiginose mulattiere che arrancavano sulle Montagne Rocciose dall’Alaska fino ai confini con il Messico.
Ma la Jeep, nonostante la sua straordinaria motricità, era un veicolo ancora troppo spartano. Il comfort rappresentava spesso un’opinione e le trasferte sulle normali strade asfaltate si rivelavano particolarmente estenuanti. Diversi costruttori avvertirono quindi ben presto l’esigenza di offrire (a fronte di una crescente richiesta da parte degli appassionati) un fuoristrada che, senza penalizzare le tradizionali doti di versatilità, fosse in grado di assicurare anche un migliore grado di comfort su strada e nel normale utilizzo quotidiano.
In altre parole, si sentiva il bisogno di una sport-utility e tra i costruttori americani uno dei più tempestivi nel raccogliere la sfida è la International Harvester, considerata una delle prime aziende specializzate nella produzione di SUV quando agli inizi degli anni Sessanta lancia sul mercato l’International Scout, un 4x4 destinato a lasciare un segno nella storia del fuoristrada a stelle e strisce.
Prodotto a tempo di record in meno di due anni (un risultato notevole per l’industria automobilistica dell’epoca), l’International Scout (la cui produzione è concentrata soprattutto nel decennio ’61-’71) nasce con il preciso intento di insidiare il ruolo della Jeep nella nascente industria automobilistica americana e viene presentato ufficialmente al pubblico il 18 gennaio del 1961.
Il primo Scout uscito dalle linee di produzione di Fort Wayne, nello stato dell’Indiana, è disponibile sia nella versione a due ruote motrici che in quella a trazione integrale, e viene equipaggiato con un motore a 4 cilindri in linea che sviluppa 93 CV.
Nel 1967 debutta il primo Scout equipaggiato con propulsore V8 di 2.666 cc e nel 1971 arriva lo Scout II, un modello sempre a due porte ma equipaggiato con il tetto removibile sia nella versione “soft top” in tela che in quella “hard top” in vetroresina.
Nella primavera del 1973 il motore a 4 cilindri viene eliminato dalla produzione della linea Scout, ma la crisi energetica legata all’embargo arabo verificatosi nel settembre dello stesso anno portò alla reintroduzione del propulsore a 4 cilindri nel 1974.
Tra i risultati ottenuti nell’ambito delle manifestazioni agonistiche, va segnalata la vittoria di Jerry Boone che nel novembre del 1977 conquistò a bordo di uno Scout la vittoria nella categoria 4x4 di serie nella prestigiosa “Baja 1000” una delle gare a stelle e strisce più importanti riservata ai fuoristrada. Boone taglia il traguardo dopo 19 ore e 58 minuti di gara, con un vantaggio di circa due ore sul suo diretto concorrente che si piazza al secondo posto a bordo di una Jeep CJ7. Sempre nel 1977 debutta la versione speciale Super Scout che viene prodotta in circa 4.000 esemplari fino al 1979.
L’ultimo modello dell’International Scout, al quale si ispirerà chiaramente alcuni anni dopo il suo esordio (1965) la Ford con il Bronco, esce dalle linee di montaggio il 21 ottobre del 1980.

