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1968: nasce il Suzuki Jimny
• Pubblicato il 20 novembre 2008 17:16
Qualche tempo prima, sul finire degli anni Sessanta, esordisce in Giappone un altro fuoristrada destinato a fare epoca quando la Suzuki avvia il progetto per un 4x4 leggero riservato al mercato interno delle vetture di piccola cilindrata. Era il 1968 e la Suzuki, dopo una serie di prototipi destinati a mettere a punto le caratteristiche del nuovo veicolo, avvia la produzione di una limitata preserie del Jimny.
Questo veicolo, estremamente leggero (600 kg) e compatto nelle dimensioni (il passo misurava appena 1.93 mt) e dotato di una straordinaria maneggevolezza, era inoltre estremamente semplice dal punto di vista meccanico.Il motore a due tempi, raffreddato ad aria, era un bicilindrico di 360 cc in grado di sviluppare 25 CV consentendo al veicolo una velocità massima di circa 80 kmh.
Anche la carrozzeria, seppur ispirata nelle linee essenziali a quella della Jeep, era molto semplice e spartana con le portiere in tela e il vetro anteriore ribaltabile sul cofano motore.
Per limitare al minimo gli ingombri esterni vi erano inoltre soli tre posti poiché, a lato del sedile posteriore, era stata inserita la ruota di scorta.Il Jimny entrerà regolarmente in produzione in tutto il Giappone a partire dal 1970 (con la sigla LJ 10), divenendo in pochi anni uno dei più diffusi 4x4 nel settore dei fuoristrada leggeri.
Quattro anni dopo viene lanciata sul mercato australiano la nuova versione LJ 50 con un motore maggiorato (540 cc) a 3 cilindri e nel 1977 debutta sul mercato nazionale la LJ 80 (800 cc, 4 cilindri) che, l’anno successivo, rappresenta la prima Suzuki ad essere esportata in Europa.

