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Sahara: spedizione Tunisia 2007
di Federico Palmieri • Pubblicato il 08 luglio 2007 14:39
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Appurato che il deserto di pianura e quello salato (ad esclusione della zona degli Erg sabbiosi ancora fortunatamente dominio incontrastati dei dromedari e dei fuoristrada con la “F” maiuscola) è troppo turistico, puntiamo verso le montagne alla ricerca degli antichi insediamenti Berberi.Per giungere da Ghilane a Matmtata proviamo la via delle dune, ma dopo aver constatato che in 3 ore ci eravamo allontanati di soli 800 metri dall’oasi, decidiamo di desistere e percorrere la pista della pipeline ormai gia pronta per l’asfaltatura; è la prima volta che possiamo percorrerla a piena velocità senza rischiare improvvisamente di decollare in seguito all’impatto con un dosso improvviso o di sprofondare in qualche voragine.
La pista di montagna si stacca dalla pipeline nei pressi del “Cafè Bir Soltan”. Qui è usanza per tutti i viaggiatori e fuoristradisti concedersi una pausa assaporando un thè alla menta ed attaccare sulle travi e le pareti in legno gli adesivi e biglietti dei vari club di appartenenza. La collezione è grandiosa ed annovera club ed associazioni di mezza Europa ed anche di oltreoceano.
La vera sorpresa della spedizione Tunisia 2007 è risultata la zona delle oasi di montagna da Matmata a Chinini e da Tataouine verso il confine Libico. Seppur inserita in un contesto a volte molto turistico, abbiamo scoperto una quantità incredibile di antichissimi ksar (o granai fortificati) berberi: alcuni completamente in rovina, altri ottimamente conservati ed altri ancora addirittura trasformati in hotel e ristoranti di lusso.
Tranne per questi ultimi e per Ksar Haddada, set di un episodio della saga di Star Wars, tutti gli altri insediamenti risultano ubicati in zone quasi inaccessibili, su strapiombi verticali o in vetta a montagne raggiungibili solo tramite lunghe piste spesso quasi impercorribili o tramite oued fangosi che hanno messo a dura prova le doti trialistiche di mezzi stracarichi, piloti esausti e gomme da sabbia plurirattoppate.
Il tutto in un contesto di estremo interesse geologico e paleontologico, scaturito dalla presenza di ricchissimi giacimenti fossili e minerari, nonché da alcuni siti archeologici ricchi di manufatti berberi; per la storia più recente, l’area è legata alla figura del maresciallo Rommel (noto come la “volpe del deserto”) che in questa zona edificò la famosa “linea Mareth” una struttura difensiva costituita da decine di chilometri di trincee e bunker che dalle montagne arrivano fino al mare.
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