Mondo Fuoristrada

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Sahara

di Giorgio Rosato • Pubblicato il 27 febbraio 2007 15:11

Mal d'Africa... a trazione integrale

sahara La febbre dell’avventura è sempre più alta. Quasi per incanto, all’inizio del terzo millennio, tutti sembrano averla riscoperta come un antidoto allo stress e al computer. Anche nel settore del tempo libero l’avventura è diventata il comune denominatore della maggior parte dei programmi offerti da molti tour operator.
E tra gli itinerari della vacanza avventurosa, uno in crescente espansione è quello dei viaggi in fuoristrada tra le sconfinate distese di dune del deserto più grande del mondo, il Sahara.
sahara Esteso dalla costa atlantica fino al Mar Rosso per circa 5.000 km, e dal bacino mediterraneo all’Africa centrale per altri 1.500 km, il Sahara ha subito, nel corso dei secoli, radicali trasformazioni climatiche e morfologiche che però non hanno cancellato usi e costumi rimasti immutati da millenni. L’aspetto del Sahara è polimorfo: tabulato roccioso (hamada), ciottoli e sabbia (reg) o distesa sabbiosa (erg), con un clima arido condizionato dalla quasi totale mancanza di piogge nell’arco dell’anno.
La vita all’interno delle oasi è legata principalmente alla presenza di falde acquifere sotterranee che alimentano le radici delle piante e gli accampamenti di nomadi e pastori che vivono nel deserto. Fermarsi a scambiare quattro chiacchiere con queste popolazioni costituisce un’esperienza decisamente interessante quando si scopre l’estrema semplicità e la schietta genuinità di questa gente che ama profondamente il deserto; se qualcuno chiede loro quali siano le cose maggiormente desiderate si sente rispondere, nell’ordine, un cammello, un’arma e una donna.
sahara Questi tre elementi sono sufficienti a rendere felici i nomadi del deserto, amanti della libertà e dell’avventura, anche se numerose insidie iniziano ad infiltrarsi nella loro vita rischiando di alterare quell’equilibrio secolare che da tempi antichi regola la loro esistenza. Molti nomadi hanno sostituito il cammello con i fuoristrada, altri hanno elettrificato le pompe delle loro falde acquifere, altri ancora preferiscono la coca cola al latte di cocco per dissetarsi.
Tra le dune del Sahara il tempo non è scandito dalle lancette dell’orologio ma da ritmi ancestrali tramandati da una generazione all’altra senza troppi stravolgimenti. In questo quadro ritroviamo quasi sempre le donne impegnate a cuocere il pane sotto la cenere, preoccupandosi di attingere l’acqua dai pozzi, mentre nel tempo libero si dedicano alla filatura e al rattoppo degli squarci arrecati alle tende dalle tempeste di sabbia.
sahara Gli uomini accudiscono i pochi capi di bestiame, unico loro sostentamento, e praticano la caccia. I bambini badano ai magri greggi di capre, vagando nel deserto alla ricerca dei preziosi pascoli pennellati sulle dune dai ciuffi verdi scaturiti dalle esigue piogge che bagnano il deserto.
Un deserto che non ha segreti per questi abitatori nomadi e nessuno può affermare di conoscerlo meglio di loro. Le stesse guide che a volte ci accompagnano nel corso dei nostri viaggi 4x4 sono perfettamente in grado di decifrare qualsiasi traccia presente sulla sabbia, senza consultare alcuna carta o ricorrere all’aiuto del GPS. Da alcuni anni inoltre il Sahara occupa ormai un ruolo di primo piano tra le mete preferite dagli appassionati dell’avventura a motore a trazione integrale, sia per la sua relativa vicinanza al nostro continente che per la diffusione delle vie interne di comunicazione.

Manutenzione del mezzo

Prima di avventurarsi all’interno del Sahara con un fuoristrada è fondamentale effettuare una rigorosa manutenzione del proprio veicolo, preoccupandosi di avere una scorta sufficiente di ricambi, così come un’adeguata documentazione sull’itinerario che si intende percorrere e sulle norme fondamentali legate alle tecniche di guida sulla sabbia.
A partire dai pneumatici: i più indicati per il deserto sono quelli a sezione più larga rispetto al normale, leggermente scolpiti per la sabbia (da non confondere con le maxi-tassellate adatte al fango), gonfiati a bassa pressione nei tratti sabbiosi o comunque a scarsa aderenza. È utile avere a bordo un mini-compressore elettrico con manometro, in maniera da adattare costantemente la pressione delle gomme alle condizioni della pista. Inoltre, il caldo, le rocce e le molte asperità del terreno rappresentano insidiosi nemici per i pneumatici, per cui è necessario, oltre alla ruota di scorta, avere due o tre gomme di ricambio nonché alcune camere d’aria tra le dotazioni di bordo.
Sconsigliabili le bombolette ad aria compressa, che gonfiano e riparano all’istante la ruota a terra, poiché, temendo il calore, potrebbero scoppiare con il caldo che viene a crearsi all’interno dell’abitacolo. Prima di partire, inoltre, è necessario effettuare le ordinarie operazioni di manutenzione del veicolo quali la sostituzione dell’olio lubrificante e dei filtri (aria, olio e carburante), oltre a verificare i livelli dei liquidi di lubrificanti e di raffreddamento.

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