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Capitolo 3 - Range Rover: missione status symbol

• Pubblicato il 20 novembre 2008 23:53

land rover range rover storia evoluzioneEsattamente un anno prima del lancio mondiale della Range, la Rover aveva prodotto una mini-flotta di veicoli pre-serie (formata da 28 unità) tra le quali c’erano diversi esemplari di Velar, come l’aveva battezzata l’ingegner Geof Miller all’epoca progettista del reparto “New Vehicle Projects” diretto da Spen King.  Il nome scelto da Miller (in spagnolo significa “stare in guardia”) rappresentava al meglio, secondo le intuizioni del tecnco inglese, le caratteristiche del futuro veicolo della Rover che per le sue caratteristiche andava comunque a collocarsi in una fascia di mercato sconosciuta per l’Azienda di Solihull.
land rover range rover storia evoluzioneCon l’arrivo della Range infatti, la Rover non si accingeva solo a lanciare sul mercato un nuovo veicolo, per quanto inedito e rivoluzionario potesse apparire, ma stava per compiere una vera e propria “deviazione di rotta” nei confronti di quelli che fino ad allora erano stati i tradizionali principi ispiratori della propria filosofia costruttiva.
Nel tentativo di realizzare un modello completamente diverso dalle affidabili ma estremamente spartane Land Rover, i dirigenti di Solihull erano alquanto titubanti nel cedere alle lusinghe del comfort e del lusso e, paradossalmente, i primi prototipi non furono indenni da una serie di critiche (provenienti dai dirigenti più ortodossi) che vedevano nella futura Range un allontanamento eccessivo da quell’immagine rude ed essenziale che aveva fino ad allora caratterizzato i veicoli Land Rover.
land rover range rover storia evoluzioneSembrava quasi, come ha spesso sottolineato lo stesso Miller nel corso di alcune dichiarazioni, che la Rover facesse delle vere e proprie resistenze nella fase di sviluppo della Range senza rendersi conto che (pur senza rinnegare le proverbiali prerogative off-road che erano state alla base del successo planetario della Land Rover) stavano per affrontare una vera e propria svolta epocale.  Del resto un veicolo che poteva viaggiare su strada a velocità superiori ai 150 Kmh meritava tutte le attenzioni, e le precauzioni, dovute ad una vera automobile. E proprio a proposito della velocità che i dirigenti di Solihull si trovarono ad affrontare alcune nuove problematiche, soprattutto nell’ambito della sicurezza, come ad esempio quella riguardanti il primo equipaggiamento dei pneumatici.
Fino ad allora infatti erano disponibili sul mercato diversi modelli di pneumatici appositamente realizzati per i fuoristrada,  sufficientemente robusti da poter affrontare le più estreme situazioni di utilizzo, ma nessuno era in grado di supportare allo stesso tempo in maniera adeguata le prestazioni di un veicolo (dal peso di oltre un tonnellata) in grado di muoversi su strada e in autostrada ad alta velocità.
land rover range rover storia evoluzioneGià a partire dal 1966 il problema delle gomme iniziò ad essere affrontato con una serie di contatti con alcune tra le maggiori Case produttrici di pneumatici ma le risposte, almeno nelle fasi iniziali, non furono molto incoraggianti.  Dopo ripetuti tentativi, solo la Michelin e la Firestone si dichiararono disposte a raccogliere la sfida, riuscendo a sviluppare le gomme giuste in tempo per la data del debutto.        
Nonostante il successo riscosso fin dalla presentazione, e dalle prime apparizioni sul mercato, la Rover decise di mettere in vendita la Range (almeno nel corso del primo anno di produzione) solo nella versione con la guida a destra, destinata quindi prevalentemente al mercato interno e, in misura minore, ai paesi del Commonwealth.  In realtà questa decisione rappresentò un’accorta scelta strategica in quanto le maestranze di Solihull, volevano valutare attentamente in casa l’effettiva riuscita del progetto (oltre a verificare eventuali difetti non appalesati nella fase dei collaudi) prima di lanciare il nuovo prodotto sui mercati di tutto il mondo.
land rover range rover storia evoluzioneTuttavia, nonostante le ambizioni di esclusività che avevano guidato la fase di progettazione, neanche la Range risultò immune da alcune lievi lacune che poi nel tempo vennero presto colmate.  Come ad esempio i sedili in PVC che equipaggiavano le prime versioni, o la mancanza del servosterzo e del condizionatore (quest’ultimo non  disponibile neanche a richiesta).
Ad ogni modo gli appassionati di tutto il mondo, e non solo quelli del fuoristrada, si resero subito conto di trovarsi di fronte ad un veicolo altamente innovativo e performante, scaturito da un progetto estremamente raffinato.  In breve tempo quello che era stato concepito come un nuovo veicolo 4x4 alto di gamma (come verrebbe definito oggi con le moderne terminologie del marketing), si trasformò in uno dei più ambiti status symbol il cui appeal rimane ancora inossidabile ad oltre un quarto di secolo dall’esordio.

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