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Prima edizione del Multimarca Day
• Pubblicato il 26 novembre 2007 00:34
In data 28 ottobre si è svolta, a Molo di Borbera (AL), la prima edizione del “Multimarca Day”, raduno che, nel calendario delle attività fuoristradistiche programmate dal Frugarolo Club, segue, nell’ordine, il “Suzuku Day”, il “Toyota Day”, il “Land Rover Day” e con cui si è felicemente conclusa la stagione 2007. «Ci stiamo specializzando nelle manifestazioni “monomarca” – spiega il presidente del club Vittorio Quattrocchio – per ripartire in modo più funzionale i numerosi partecipanti ai nostri raduni ma, soprattutto, per favorire, tra i patiti di un certo marchio, oltrechè fra il pubblico, il gioco, sempre allettante, del raffronto tra i vari allestimenti degli stessi mezzi e dei loro diversi comportamenti su pista. Ci voleva, però, una sintesi finale, un’occasione per cui ritrovarsi e confrontarsi tutti insieme: ecco il “Multimarca Day”».
Il Frugarolo club nasce nel 1991 dalla passione spontanea e, fin da subito, salda, di Vittorio Quattrocchio che, dopo avere seguito un corso piloti della FIF – e ancor prima di diventarne un istruttore di guida certificato – raccoglie intorno a sé un nucleo di amici, una manciata di compagni di viaggio destinati a resistere al tempo e alle crecenti difficoltà di uno sport che deve essere sempre più spiegato, talvolta difeso. «Ma qui fra questi boschi, inerpicandoci su per questi sentieri, abbiamo anche allevato molti giovani. Alcuni sono rimasti con noi, altri hanno dato vita a nuovi gruppi. A tutti abbiamo insegnato la prudenza ed il rispetto per la Val Borbera.»
In effetti, il tracciato della pista si insinua in una vegetazione lussureggiante e, stretto da alberi rigogliosi e fitti rovi che paiono sul punto di riconquistare il predominio, disegna anse e saliscendi a malapena transitabili dalle quattro ruote. Perfino la “fangaia” è stata scavata da una ruspa naturale: un esile rivo che scorre nascosto e protetto dalla selva intricata e che, emanando dal torrente cui si deve il nome della valle, è venuto di chiamare Dorbera. Dall’alto dello sperone sul quale giace la casupola di pietre che funge da ristoro, il presidente Quattrocchio sovrasta compiaciuto le macchine che annaspano, scivolano, s’impennano. «Grazie a loro, abbiamo acquistato questo appezzamento.», confida con appena una punta di orgoglio.
Certo, su un minuscolo regno calato negli Appennini a ridosso fra il Piemonte e la Liguria, il sole tramonta, e presto, specie d’autunno. Ma quando succede, quelli del Frugarolo si limitano a stringere un poco le spalle. «Andiamo a mangiare qualcosa.». La misura sembra proprio essere il loro punto di forza.


