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Pigafetta
• Pubblicato il 19 dicembre 2007 22:54
Un camion intorno al mondo
Esattamente trent’anni fa, quando le avventure dei camion Iveco 6x6 delle spedizioni “Overland” non avevano ancora invaso gli schermi e le edicole della penisola, c’era già qualcuno che aveva avuto l’idea di scorrazzare in lungo e in largo per il mondo a bordo di un grosso camion a trazione integrale.
E ancora oggi nel settore dei fuoristrada pesanti, una delle maggiori spedizioni effettuate in 4x4 rimane lo storico giro del mondo in camion, realizzato dal giornalista Daniele Pellegrini tra il 17 agosto del 1976 e il 10 aprile del 1979.
Figlio del giornalista-documentarista Lino Pellegrini, Daniele Pellegrini (1945) si laurea alla Cattolica di Milano con una tesi in etnologia su una popolazione afgana ed inizia subito a viaggiare in automobile per documentare le realtà etnografiche e il comportamento animale nei vari continenti. Prima dell’avventura in camion aveva già percorso in automobile l’Asia e l’America meridionale, oltre ad una serie di numerse spedizioni in Africa, Europa e America settentrionale.
Nel corso del lunghissimo viaggio attraverso tutti e cinque i continenti, il camion Pigafetta (così battezzato in onore dello storiografo vicentino che nel XVI secolo accompagnò Magellano nella prima circumnavigazione del globo) ha percorso circa 184.000 chilometri attraverso i vari continenti superando ogni genere di difficoltà. Dalle sterminate piste asiatiche che si addentrano nella favolosa catena afgana (allora percorribili senza problemi) ai deserti centrali dell’Outback australiano, dagli spazi desolati delle dune del Khalahari alle sabbie roventi del Sahara; dalle intricate fangaie della giungla amazzonica alle vertiginose altezze della catena andina.
Dal punto di vista meccanico, il camion Pigafetta era allestito su un camion Fiat 75 PC 4x4 sul quale sul quale era montata una cellula abitativa che, seppur grossolana rispetto ai camper dell’epoca per quanto riguarda le dotazioni di bordo e le rifiniture tese ad ottimizzare il comfort dell’equipaggio, consentiva comunque di ospitare a bordo i tre componenti della spedizione. Oltre a Daniele Pellegrini infatti, l’equipaggio del Pigafetta era formato dal padre Lino e dal pilota di rally Cesare Gerolimetto.
Equipaggiato con un robusto verricello montato sul paraurti anteriore, il Pigafetta era dotato di un grosso serbatoio di carburante capace di contenere 800 litri, oltre che di taniche di scorta montate sul tetto del veicolo, che assicuravano complessivamente un’autonomia di circa 2.000 chilometri.
Nel corso del suo viaggio intorno al mondo, durato due anni, otto mesi e due giorni di fatica, il Pigafetta ha percorso una distanza pari a quattro volte e mezza la circonferenza terrestre toccando quarant’otto paesi e affrontando i percorsi più difficili alla scoperta di insolite meraviglie naturali per riuscire a scovare, oltre alle bellezze del luogo, gli aspetti più segreti della fauna locale e delle popolazioni sconosciute. Un viaggio unico e straordinario che conferma l’incredibile ricchezza di habitat naturali, e ancora incontaminati, del nostro pianeta la cui ricerca vede ancora una volta (nonostante l’enorme incremento delle maggiori vie di comunicazione asfaltate) proprio nella mobilità a trazione integrale uno dei suoi maggiori protagonisti.


