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Capitolo 28 - Visibilità e zone d'ombra
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:08
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Risulta determinante infatti per il guidatore avere la perfetta consapevolezza di tutte le caratteristiche dell’ambiente che lo circonda, allo scopo di valutare con la massima approssimazione gli eventuali rischi (e i pericoli) che possono condizionare o compromettere la marcia del veicolo.
Nel caso della guida in fuoristrada, le condizioni di visibilità acquistano un’importanza ancora maggiore proprio in virtù del particolare utilizzo cui sono sottoposti questi veicoli che, oltre ad una padronanza pressoché totale delle loro funzioni meccaniche e delle svariate situazioni peculiari della guida off-road, richiedono un costante controllo della visuale anteriore e posteriore.
Quest’ultima dev’essere sempre, compatibilmente con l’utilizzo del veicolo e del suo allestimento, la più chiara possibile e sgombra da ostacoli. A cominciare dalla pulizia del parabrezza.
A tale scopo va sottolineato che un lunotto perfettamente pulito (sia all’esterno che internamente) riduce comunque, seppur in maniera attenuata, la luce ambientale disponibile; tale valore, attestato attorno al 10/15% in meno, sale fino al 50% in caso di sporco diffuso.
Numerose sono le sostanze che, accumulandosi gradualmente sul parabrezza, ne compromettono progressivamente la trasparenza riducendo sensibilmente la visibilità. In estate inoltre, l’eccessivo accumulo di polvere e insetti (schiacciati ad esempio contro il vetro nel corso di lunghe trasferte autostradali) può opacizzare seriamente il lunotto anteriore, penalizzando la visibilità in maniera notevole se (oltre che alla diffusione a chiazze) è estesa sull’intera superficie. In questo caso la visibilità viene compromessa in tutte quelle situazioni nelle quali è richiesta la massima attenzione: dal normale avvistamento di una diramazione sul percorso principale (le cui tracce sono comunque scarsamente visibili) alla rapida individuazione di cespugli e rami sporgenti che si inoltrano sulla carreggiata, dal tempestivo rilevamento di rocce e massi affioranti al livello dell’acqua che si innalza davanti al muso del veicolo nel corso di un guado impegnativo, dall’ampiezza della pista in presenza di scarpate vertiginose prive di protezione all’estensione di tratti fangosi particolarmente persistenti.
In tutte queste situazioni gli eventuali pericoli presenti nell’ambiente circostante possono risultare scarsamente visibili dal posto di guida, nonostante la ridotta velocità adottata generalmente lungo i percorsi in fuoristrada.
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