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Capitolo 7 - Viaggiare in convoglio
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:18
In entrambi i casi può accadere infatti che diversi veicoli si trovino ad affrontare un determinato itinerario venendo a formare, soprattutto nel corso dei raduni, una lunga carovana a quattro ruote motrici che invade per giornate intere sentieri e mulattiere di montagna.
Ma viaggiare in convoglio non è sempre così semplice come potrebbe sembrare e questo tipo di guida, pur non discostandosi dalle norme generali finora affrontate nelle pagine di questo libro, presenta tuttavia alcune peculiarità specifiche che meritano un’attenta valutazione.
E non solo ai fini della sicurezza personale, ma anche per il rispetto di quel senso civico la cui violazione (dovuta come al solito a pochi sconsiderati) discredita l’intera categoria, aumentando quel clima di emarginazione nel quale sono stati assai spesso relegati negli ultimi anni i possessori di veicoli a trazione integrale.
Ma quali si guida un fuoristrada quando si effettua una escursione in gruppo? Quali sono le maggiori difficoltà da affrontare? E gli inconvenienti più ricorrenti?
Viaggiando in convoglio il parametro fondamentale che condiziona praticamente tutte le norme di guida (e di comportamento) è rappresentato ovviamente dal numero di vetture che formano il gruppo, con un aumento delle difficoltà proporzionale all’incremento dei fuoristrada presenti.
Un convoglio ideale è costituito da 3 auto, formazione con la quale si può affrontare praticamente qualsiasi tipo di percorso, dai più difficili e impegnativi a quelli più semplici; in questo caso la vettura “pilota” si pone generalmente al centro del gruppo, in maniera tale che i contatti possano mantenersi a vista in ogni angolo del percorso e, in caso di difficoltà, gli equipaggi siano in grado di aiutarsi a vicenda senza grossi problemi.
Se il convoglio è più numeroso, dalle 5/6 macchine fino ad un massimo di 10/12, i problemi aumentano sensibilmente e diviene molto difficile mantenere il contatto (soprattutto nei tratti con numerosi tornanti o immersi in una vegetazione molto fitta); può rivelarsi utile in questo caso la presenza di una comune ricetrasmittente (CB) installata almeno sulle vetture che aprono e chiudono il convoglio. Meno affidabili a tale proposito sono i telefoni cellulari (in questo caso i TACS sono più affidabili dei GSM) poiché, in alcuni casi, ci si può ritrovare in aree prive di segnale.
Se i convogli sono formati da decine di fuoristrada (in alcuni importanti raduni si possono arrivare anche a 50/60 macchine), è praticamente impossibile mantenere la carovana unita dall’inizio alla fine della traversata per cui ognuno dovrà cavarsela da solo, o aggregarsi ai vari gruppetti che solitamente si frazionano in queste occasioni. Provvidenziale in questo caso (oltre alla presenza del CB a bordo) si rivela la consultazione di un accurato e preciso road-book distribuito a tutti i partecipanti. In tal modo chiunque può effettuare senza particolari problemi il tragitto e, anche in caso di emergenza, i soccorsi possono essere allertati via radio; nei raduni organizzati c’è inoltre una specie di vettura “spazzatura”, analoga ai camion dei rally-marathon, che chiude la carovana proprio per rastrellare i partecipanti in difficoltà.
Nel caso di convogli particolarmente numerosi, inoltre, vi sono ulteriori problemi anche nella fase organizzativa di un raduno o di una semplice escursione tra amici; ciò è dovuto soprattutto alle maggiori difficoltà di transito in aree private o all’interno di zone naturalistiche protette: un proprietario di un terreno o la direzione di un parco naturale, spesso scarsamente disponibili nel concedere l’accesso anche ad una sola vettura 4x4 nelle aree di loro competenza, mostreranno senz’altro una maggiore ritrosia nell’esaudire le richieste di un gruppo di fuoristradisti molto numeroso.
Può rivelarsi utile a tale proposito, soprattutto se lo svolgimento del percorso prevede una percorrenza estesa nell’intero arco della giornata, inserire lungo il tragitto alcuni tratti di collegamento in asfalto tra i vari sterrati e le mulattiere; ciò, oltre ad assicurare una migliore assistenza in caso di necessità, consentirà inoltre di ricompattare il gruppo con estrema facilità. Molta importanza nella guida in convoglio rivestono inoltre le dimensioni del veicolo e il transito in alcune particolari condizioni della pista rappresentate dagli sterrati polverosi, dal tratti ricoperti di fango e dall’attraversamento dei guadi.
Per quanto riguarda le dimensioni del veicolo, è di fondamentale importanza conoscere nei minimi particolari le difficoltà presenti lungo il percorso, soprattutto per quanto riguarda gli ingombri dei veicoli. Se vi sono passaggi particolarmente stretti, o insidiosi per la presenza di massi sporgenti e rocce affioranti, è inutile trascinarsi dietro un amico con un veicolo di grosse dimensioni.
Sugli sterrati polverosi uno degli inconvenienti che creano maggiore disagio quando si viaggia in convoglio, è legato proprio alla “nube” sollevata dai veicoli durante la marcia; già a partire dalla seconda o dalla terza posizione ci si ritrova con l’abitacolo completamente invaso dalla polvere penetrata attraverso i finestrini (o le bocchette di areazione), mentre i malcapitati che si trovano in coda al convoglio riescono a stento a vedere ad un palmo dal naso.
È superfluo sottolineare l’importanza di moderare la velocità poiché c’è il rischio di tamponare violentemente un veicolo fermo o avvistato in ritardo (utile in questi casi l’accensione dei retronebbia).
Molta cautela richiede anche l’attraversamento di tratti fangosi, sia con andamento pianeggiante che in salita, poiché i ripetuti passaggi dei vari veicoli (incrementati nel numero se, come spesso accade, uno stesso veicolo è costretto a vari tentativi per superare un tratto particolarmente impegnativo) esercitano una continua erosione sul fondo; in tal modo viene praticamente asportato lo strato di fango più consistente e i veicoli che transitano nelle retrovie devono ricorrere in alcuni casi all’uso di un verricello o ad un cavo di traino per superare l’ostacolo.
Anche nell’attraversamento di un guado si verifica una situazione analoga, soprattutto quando il fondo (come accade solitamente nei fiumi e nei torrenti) è ghiaioso ed estremamente sdrucciolevole.
In entrambi i casi è consigliabile lasciare transitare per primi, dopo la vettura apripista, quei veicoli le cui caratteristiche tecniche (come ad esempio una modesta scorta di cavalli o l’assenza di riduttore) o il tipo di allestimento (gomme con battistrada di tipo stradale o eccessivamente consumato), potrebbero creare alcune difficoltà rallentando l’andatura dell’intero convoglio.
Per quanto riguarda infine la scelta dei percorsi sui quali avventurarsi in convoglio, torna nuovamente in primo piano il numero dei fuoristrada presenti: negli itinerari particolarmente impegnativi, anche se relativamente brevi nell’estensione chilometrica, è consigliabile non oltrepassare la soglia delle 3/4 vetture, mentre in caso di convogli più numerosi conviene suddividere la carovana in piccoli gruppi, assegnando (se possibile) ad ogni formazione un fuoristrada equipaggiato con verricello e gancio di traino. Questa frammentazione si rivela di fondamentale importanza poiché i tempi di percorrenza, già notevolmente allungati nel fuoristrada quando si viaggia da soli, si dilatano enormemente viaggiando in convoglio richiedendo, in alcuni casi, diverse ore di marcia per poter avanzare di appena pochi chilometri.


