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Capitolo 17 - Salite e discese
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:27
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Partendo da località di montagna situate attorno ai 1.000 metri ci si può ritrovare, dopo appena alcune decine di chilometri di mulattiera, ad una quota prossima ai 3.000 metri dopo aver superato pendenze da capogiro che, sia in salita che durante la discesa, richiedono la massima attenzione.
Ma la guida lungo salite e discese particolarmente impegnative può rappresentare un’evenienza abbastanza frequente anche nell’ambito di rilievi collinari meno elevati (o addirittura in prossimità di zone costiere) per cui è buona norma, anche in questo caso, attenersi ad alcune indicazioni che potranno rivelarsi utili ai fini della sicurezza.
Iniziamo ad esaminare cosa accade quando si affronta una salita ripida a bordo del proprio fuoristrada. Come prima norma, analogamente a quanto abbiamo visto in altre condizioni di guida, va sottolineato che la regola fondamentale da seguire è quella di effettuare un accurato sopralluogo a piedi (è inutile arrancare per chilometri e chilometri e scoprire poi che non c’è alcun modo di proseguire, né alcuna possibilità di invertire la marcia).
Una volta individuate le caratteristiche del percorso, e valutato il grado di difficoltà esistente, le precauzioni da adottare nella guida sono riconducibili a due modalità essenziali, rappresentate dall’affrontare sempre la salita lungo la linea di massima pendenza e dall’adozione della trazione integrale abbinata alle marce ridotte.
La linea di massima pendenza, rappresentata da quella traiettoria che solitamente coincide con la linea retta più breve estesa tra la base di partenza e quella sommitale di arrivo; muovendosi lungo questo tragitto, evitando rigorosamente eventuali traiettorie diagonali, non si corre il rischio di ribaltarsi lateralmente. È chiaro che in caso di necessità, come ad esempio in corrispondenza di ostacoli naturali (buche, massi, tronchi, etc.), si dovrà necessariamente deviare su uno dei due lati della pista ma appena possibile occorre riportarsi subito lungo la linea di massima pendenza.
Anche l’uso dello sterzo nel tentativo di evitare ostacoli dovrà tuttavia essere ridotto al minimo poiché ogni intervento sul volante, anche se appena accennato, tenderà a far perdere aderenza alle ruote anteriori che risulteranno comunque meno caricate (a causa dello spostamento del baricentro del veicolo sull’assale posteriore).
Per quanto riguarda la scelta dei rapporti, una volta innescate la trazione integrale e le ridotte, è consigliabile inserire una marcia molto bassa in grado di assicurare un buon margine di aderenza evitando allo stesso tempo che le ruote girino a vuoto. La prima, a meno che la salita non sia molto lunga, è generalmente sconsigliabile poiché è preferibile avanzare ad una velocità leggermente sostenuta, per cui è meglio utilizzare la seconda o la terza velocità.
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