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Capitolo 10 - Occhio alle gomme
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:21
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Anche sulla sabbia riduzioni particolarmente accentuate della pressione di gonfiaggio, analoghe a quelle adottate sui terreni cedevoli, può determinare un incremento della capacità di trazione la cui entità (compresa tra il 25 e il 45%) varia in funzione del tipo di pneumatico. Sono sconsigliabili comunque ulteriori riduzioni della pressione poiché, valori al di sotto del 50% della normale pressione di esercizio, possono esitare in una ancor più accentuata diminuzione della capacità di trazione; inconveniente al quale può associarsi anche un affaticamento della struttura del pneumatico.
Sulla sabbia e sulla neve invece sono sconsigliabili riduzioni della pressione di gonfiaggio superiori al 30%. Uno dei limiti alla riduzione della pressione, infatti, è rappresentato dallo slittamento del pneumatico sul cerchio, rischio che aumenta con il miglioramento dell’aderenza. In funzione di questa considerazione va ricordato che la sabbia presenta generalmente caratteristiche di bassa aderenza e cedevolezza molto uniformi, mentre i terreni fangosi o innevati sono spesso caratterizzati da condizioni di compattazione, cedevolezza e aderenza scarsamente omogenee.
È opportuno quindi valutare con estrema attenzione sia la omogeneità che la capacità di aggrappamento offerte dallo strato di terreno sottostante, ai fini di ridurre la pressione di gonfiaggio ai valori più adeguati al tipo di terreno affrontato.
Da non trascurare inoltre anche gli effetti dovuti al bloccaggio di frenata, particolarmente gravi in quei fuoristrada in grado di raggiungere velocità’ superiori ai 150 Km/h.
Basti pensare infatti che frenando con le ruote completamente bloccate viaggiando ad una velocità di 120 Km/h, può verificarsi un’abrasione (dall’inizio della frenata fino al momento dell’arresto del veicolo) di almeno 4/5 mm nell’area di contatto. A tale proposito ricordiamo che la conduzione di calore nella gomma è piuttosto limitata per cui l’abrasione, che si produce in condizioni di bloccaggio, genera elevate temperature localizzate prevalentemente alla zona di contatto. L’elevata temperatura altera inoltre lo strato di gomma in caso di attrito contro il terreno, provocando la caratteristica fumata e le strie di gomma bruciata al suolo.
Ai fini della sicurezza va ricordato che un pneumatico che ha subito dei bloccaggi ad alta velocità, oltre ad avere un rotolamento non più uniforme, potrebbe presentare lesioni strutturali che ne consiglino la sostituzione.
Non bisogna dimenticare inoltre che una frenata a ruote bloccate, corrispondente ad uno slittamento del 100%, oltre ad essere dannosa per i pneumatici, è meno efficiente di una in cui si riesca a contenere lo slittamento poiché il bloccaggio diminuisce il coefficiente di attrito.
Nell’impiego in fuoristrada, infine, è da evitare anche il fenomeno del pattinamento, soprattutto quando si viaggia con le marce ridotte inserite.
In queste condizioni può accadere che il veicolo, in funzione della disponibilità di un’enorme coppia motrice alle ruote, rimanga fermo per insufficiente aderenza, soprattutto su terreni scivolosi in forte pendenza.
Insistere in prolungati pattinamenti a piena potenza in questo caso, con velocità praticamente nulla, può provocare lesioni alle gomme a causa del superamento della temperatura critica (provocata dalla trasformazione in calore della potenza motrice).
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