Il primo portale giornalistico italiano dedicato al mondo della trazione integrale
- Siete qui:
- Home page
- > Manuale di guida off-road
- Capitolo 26 - Le situazioni d'emergenza

Capitolo 26 - Le situazioni d'emergenza
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:10
Pagine:
- 1
- 2
Per aver un elevato grado di motricità è necessario infatti che i veicoli trainanti vengano a trovarsi su fondi molto consistenti, e possibilmente asciutti, altrimenti si rischia di trascinare su un terreno sabbioso o in un guado anche i mezzi impegnati nel soccorso.
Ai fini della sicurezza è indispensabile inoltre che tutte le persone non impegnate nelle operazioni di recupero, si astengano dal curiosare intorno ai veicoli. Ciò, oltre ad intralciare le operazioni di chi lavora, rappresenta una situazione di grave pericolo per il colpo di frusta che, nel caso di un’accidentale rottura dei cavi di traino o della fune del verricello, potrebbe investire le persone situate nelle immediate vicinanze dell’incidente.
Qualora risulti impossibile, pur viaggiando in convoglio, agganciare l’auto in difficoltà a qualche altro veicolo, un metodo alternativo per risolvere la situazione può essere quella definita in gergo come la “zavorra umana”.
Questa tecnica consiste nel disporre 4/5 persone in corrispondenza delle ruote dei veicolo in maniera tale che, aumentando il carico sugli assi, si migliora sensibilmente le stesse le condizioni di aderenza per cui il veicolo potrebbe disincagliarsi anche senza ricorrere a manovre d’emergenza con altri mezzi. Questo procedimento si rivela inoltre particolarmente efficace in caso di precario equilibrio del mezzo; un esempio classico è rappresentato dalle situazioni di twist esasperato quando il veicolo, oltre ad avere le ruote che girano a vuoto anche con i differenziali bloccati, risulta pericolosamente inclinato su un lato e rischia di ribaltarsi prima che riesca ad essere ancorato al mezzo di soccorso.
Quando invece si viaggia da soli l’unica soluzione che potrebbe rivelarsi utile in caso di difficoltà è costituita dall’utilizzo del tirfor. Questo accessorio rappresenta un rudimentale ma efficace verricello a mano, dal peso abbastanza contenuto a agevolmente trasportabile, disponibile in vari modelli che consentono di spostare qualsiasi tipo di veicolo. Il principio del suo funzionamento è molto semplice e si basa su una morsa che afferra e trascina il cavo metallico, che scorre al suo interno, grazie ad una lunga leva la cui demoltiplicazione riduce al minimo lo sforzo necessario per spostare la macchina.
Ancorato saldamente il tirfor ad un albero di grosse dimensioni, si fissa il cavo di traino alla macchina dopodiché (azionando l’apposita leva) si avvia l’operazione di recupero; in questo caso è sufficiente una sola persona, mentre un secondo componente dell’equipaggio si mette al volante. Va sottolineato comunque che l’adozione del tirfor, il cui utilizzo non sempre è risolutivo, implica necessariamente un’attiva partecipazione anche da parte del conducente del veicolo che non dev’essere semplicemente trainato come un peso morto; azionando il tirfor quindi chi è alla guida deve comunque cercare di far avanzare, seppur leggermente, il veicolo ricorrendo all’inserimento della trazione integrale e delle marce ridotte.
Questo singolare accessorio può rivelarsi inoltre particolarmente utile anche per il recupero di veicoli usciti dalla pista o addirittura ribaltati, facendo passare il cavo intorno al veicolo; è necessaria una certa esperienza, ma una volta consolidate le basi si riesce a raddrizzare da soli qualsiasi tipo di fuoristrada in tempi relativamente brevi.
Pagine:
- 1
- 2


