Mondo Fuoristrada

Mondo Fuoristrada

Il primo portale giornalistico italiano dedicato al mondo della trazione integrale

  1. Siete qui:
  2. Home page
  3. > Manuale di guida off-road
  4. Capitolo 6 - Le ridotte
Bookmark and Share

Capitolo 6 - Le ridotte

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:17


Pur attenendosi ad una schema generale che presenta diverse analogie tra i diversi modelli, va sottolineato che ogni fuoristrada attualmente in produzione presenta uno schema personalizzato per quanto riguarda l’inserimento delle marce ridotte. Su modelli più datati esistono sul ponte di trasmissione due leve distinte: una per l’inserimento della trazione integrale (sui modelli sprovvisti di trazione integrale permanente) e una per l’innesco delle marce ridotte; sui 4x4 di più recente produzione è presente una sola leva per entrambe le funzioni.

Su alcuni fuoristrada, inoltre, l’inserimento delle marce ridotte (o della trazione integrale) deve avvenire a veicolo fermo, mentre su altri modelli si può effettuare l’operazione anche durante la marcia (a ridotta velocità s’intende).

Per quanto riguarda le condizioni di guida che richiedono l’uso delle marce ridotte, occorre fare una digressione preliminare che ci porta ad individuare due situazioni ben distinte tra loro: nella prima possiamo raggruppare quei casi nei quali le marce ridotte, pur non essendo indispensabili allo scopo di poter proseguire la marcia, si rivelano tuttavia fondamentali per avanzare senza sottoporre il veicolo a sollecitazioni meccaniche troppo intense, mentre nella seconda l’uso delle ridotte diventa un’esigenza obbligata.

Alcuni tra gli esempi più classici del primo caso sono rappresentati dalla marcia in salita (o in discesa) su sterrati abbastanza sconnessi, ma privi di solchi particolarmente profondi o di massi sporgenti; in questi casi il veicolo riesce a procedere anche con la sola trazione integrale, ma si è costretti ad usare troppo spesso la frizione (in salita) o i freni (in discesa), mentre inserendo le ridotte si può avanzare senza problemi salvaguardando il veicolo da eventuali danni, ottenendo allo stesso tempo una maggiore tranquillità nella guida. Le marce migliori in queste situazioni sono rappresentate dalla terza e dalla quarta, mentre l’uso della seconda è riservato soprattutto nel caso di partenze in salita.

L’inserimento delle ridotte si rivela inoltre particolarmente utile quando il fuoristrada è impegnato nel traino di un rimorchio pesante (soprattutto nelle partenze da fermo sugli sterrati in salita a forte pendenza), o nell’attraversamento di guadi leggeri con fondo consistente, o ancora nei tratti fangosi pianeggianti di modesta profondità.

Passando alle situazioni più esasperate, l’uso delle ridotte si rivela invece indispensabile nelle salite (e nelle discese) molto ripide caratterizzate da un fondo a scarsa aderenza o con presenza di rocce e massi sporgenti; il loro uso consente di avanzare a velocità ridottissima, superando i vari ostacoli con la massima dolcezza e il motore sempre vicino alla coppia massima. In salita si può procedere tranquillamente in seconda (raramente in terza), mentre in discesa l’uso della prima è consigliabile per mantenere sempre il controllo del veicolo; soprattutto quando ci si trova in su fondi resi sdrucciolevoli dalla presenza di acqua o dall’accumulo di foglie ed arbusti caduti dagli alberi.

Fondamentale infine si rivela l’uso delle marce ridotte in presenza di guadi impegnativi (con fondo in sassi sdrucciolevoli), nell’attraversamento di zone con fango profondo (pieno di solchi e tratti in salita) e sulla sabbia soffice, nonché in tutte quelle situazioni con fondi scivolosi frammisti ad erba quando si è costretti a ricorrere al fuoripista.

Web Content Management System and design by AKEBIA