Mondo Fuoristrada

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Capitolo 6 - Le ridotte

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:17

Tra i vari elementi meccanici di una vettura 4x4, una delle componenti più importanti a fini della marcia in fuoristrada è rappresentata senz’altro dal cambio e da quel particolare meccanismo, noto come riduttore, peculiare dei veicoli a trazione integrale. Com’è noto anche a chi non possiede un grosso bagaglio di cognizioni di meccanica, il cambio consente infatti di poter disporre di un’erogazione di potenza che risulti sempre adeguata al tipo di percorso affrontato.

Addentrarsi nel complesso funzionamento dei meccanismi che regolano un normale cambio meccanico, oltre ad esulare dai compiti di questo libro, sarebbe troppo complesso e richiederebbe troppo spazio, per cui ci limiteremo in questa sede a spiegare per sommi capi i suoi movimenti.

Può risultare utile a tale scopo richiamare l’attenzione al più piccolo e semplice dei cambi, come quello che equipaggia le normali biciclette, formati da una serie di ruote dentate di diametro differente: a seconda che la catena sia inserita nel supporto di diametro maggiore, la pedalata risulterà più veloce; viceversa, l’utilizzo delle ruote dentate più piccole, consentirà di scaricare tutta la potenza in spazi molto più ridotti assicurando un rendimento ottimale in salita. Un funzionamento analogo regola anche la dinamica di un cambio automobilistico dove la selezione delle marce, affidata ai vari ingranaggi, consente al motore di garantire la stessa potenza anche a velocità inferiori.

Nel caso dei fuoristrada la funzione del cambio assume un ruolo fondamentale, non soltanto per le notevoli dimensioni e il peso del veicolo (entrambi superiori rispetto a quelli di una vettura normale), ma anche in funzione del suo particolare utilizzo; ciò si manifesta sia nel caso il 4x4 venga utilizzato in condizioni d’impiego molto gravose, che in alcune particolari  situazioni come ad esempio quelle legate al traino di caravan o rimorchi particolarmente pesanti. In entrambi i casi i rapporti forniti da un cambio di tipo tradizionale non sarebbero sufficienti per disimpegnarsi con la massima disinvoltura in ogni occasione, neanche sottoponendo la frizione a sforzi gravosi nel caso di partenze da fermo in salita o su fondi a scarsa aderenza; né del resto avrebbe senso (per via dei problemi legati alle dimensioni e ai pesi) un cambio ultra-frazionato con i primi rapporti particolarmente ravvicinati. È a questo punto che entra in scena quel dispositivo caratteristico dei fuoristrada, noto come riduttore, che consente praticamente di raddoppiare le marce esistenti, assicurando lo stesso numero di rapporti che, una volta demoltiplicati, permettono di avanzare anche a velocità ridottissime con il motore che gira attorno a valori assai prossimi alla coppia massima.

In altre parole il riduttore è una sorta di cambio aggiuntivo che serve a ridurre i normali rapporti del cambio principale in tutte quelle occasioni, tipiche dell’off-road, nel corso delle quali è richiesta la massima potenza abbinata a velocità di avanzamento ridottissime, offrendo quindi un’ampia gamma di marce specifiche per la guida in fuoristrada.

Ma come avviene l’inserimento delle marce ridotte? E in quali situazioni di percorso si rivelano determinanti per avanzare in assoluta tranquillità?

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