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Capitolo 25 - Il verricello

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:10


Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, il mozzo può essere manuale o automatico. Nel primo caso prima di inserire la trazione integrale è necessario scendere dal veicolo ed agire su un apposito perno situato al centro del mozzo anteriore, ruotando leggermente in senso orario il dispositivo; una volta tornati sull’asfalto è sufficiente ripetere le stesse operazioni in senso inverso e disinserire la trazione integrale.

Sui modelli equipaggiati con mozzi automatici è sufficiente inserire (sempre da fermi) la trazione integrale per determinare automaticamente anche l’innesco dei mozzi che ritornano nella loro posizione originale passando dalla trazione a 4 ruote motrici alla trazione sulle due ruote; su alcuni modelli di 4x4, soprattutto quelli dell’ultima generazione, tale operazione può avvenire anche durante la marcia, ma va sottolineato comunque che la velocità dev’essere sempre molto contenuta.

Viaggiando su asfalto con la sola trazione posteriore il veicolo, pur mantenendo un comportamento sostanzialmente neutro (condizionato in pratica soltanto dagli interventi eseguiti sullo sterzo) possono tuttavia verificarsi nell’impostazione delle curve dei fenomeni di sottosterzo e di sovrasterzo. Nel primo caso il veicolo è portato ad ampliare la traiettoria impostata e l’azione richiesta sul volante esige un angolo di sterzata più marcato, mentre nel secondo caso (peculiare di un’andatura piuttosto sostenuta) viene a verificarsi una situazione diametralmente opposta: l’asse posteriore determina un angolo più ampio che viene bilanciato da interventi meno estesi sul volante. Sui veicoli a trazione integrale permanente invece gli inconvenienti derivanti dalla diversa velocità di rotazione tra i due assi, che si manifesta nell’affrontare le curve sui mezzi a trazione inseribile, sono praticamente annullati grazie alla presenza di un terzo differenziale situato in posizione centrale.

Questa soluzione consente di viaggiare senza problemi con le marce ridotte anche su normali strade asfaltate (evenienza che si rivela particolarmente utile ad esempio quando il veicolo è impegnato in traini molto gravosi su pendenze elevate in salita), ma può determinare anche la perdita della motricità su una delle quattro ruote nel caso in cui qualcuna dovesse incappare in fenomeni di slittamento.

Ed è proprio per ovviare a questi inconvenienti che è prevista la presenza di un terzo differenziale che dev’essere sempre inserito, se non è automatico, nel corso della marcia su sterrati molto impegnativi o in presenza di terreni particolarmente sdrucciolevoli e a scarsa aderenza (neve, fango, erba, ghiaia, etc.); il bloccaggio del differenziale centrale dev’essere invece assolutamente evitato nella marcia lungo pendenze laterali poiché, alzando una delle ruote, la motricità viene mantenuta e il veicolo continua ad avanzare (rischiando di aumentare l’inclinazione lungo il versante a valle se l’ostacolo affrontato si trova su quello a monte).

La guida di una 4x4 con trazione integrale permanente risulta inoltre particolarmente sicura anche su asfalto, sia in caso di pioggia che nell’affrontare curvoni veloci a velocità sostenuta (rendendo pressoché trascurabili gli effetti dovuti ai fenomeni di sottosterzo e sovrasterzo).

Sul rovescio della medaglia invece i veicoli a trazione integrale permanente, oltre ad incrementare sensibilmente i consumi di carburante, sono interessati da una maggiore usura degli organi meccanici (derivanti soprattutto dal continuo attrito scaturito dal differenziale centrale e dal sistema di trasmissione anteriore) la cui perfetta manutenzione richiede frequenti ed accurati controlli.

Per quanto riguarda il comportamento nella guida off-road, i veicoli a trazione integrale permanente assicurano una marcia decisamente più agevole e l’andatura prescelta può essere impostata in maniera tale da risultare sempre adeguata alle caratteristiche del terreno. Anche l’adozione delle marce ridotte è legata inoltre all’esigenza di rendere più fluida la guida, evitando continue e gravose sollecitazioni agli organi meccanici.

In molti casi, infatti, un veicolo riesce ad avanzare senza problemi anche con le sole quattro ruote motrici ma una pendenza particolarmente accentuata (o un fondo a scarsa aderenza) costringono il pilota a ricorrere frequentemente al cambio (o ai freni viaggiando in discesa), sottoponendo la frizione a un lavoro molto intenso; l’elevato numero dei giri del motore può inoltre causare dei problemi anche al circuito di raffreddamento. È consigliabile quindi inserire le ridotte al più presto in caso di necessità poiché, soprattutto con i veicoli dotati di un’elevata coppia ai bassi regimi, è possibile ottimizzare al meglio la potenza del motore e anche nelle discese più ripide si riesce a viaggiare a passo d’uomo in prima ridotta senza alcun ricorso al pedale del freno.

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