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Capitolo 27 - Guidare in economia
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:09
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Nel caso dei fuoristrada dell’ultima generazione inoltre, caratterizzati da potenti propulsori che (anche nelle versioni diesel) assicurano riprese brucianti e consentono di superare tranquillamente i 150 Km/h., assumono una certa importanza anche le partenze da fermo. Per avviare un veicolo fermo infatti occorre una quantità di carburante superiore a quella necessaria per mantenere una velocità costante: un veicolo che percorre (a 90 Km/h.) circa 15 Km/lt può arrivare persino ad un valore limite di 5 Km/lt se, dopo la partenza da fermo, accelera fino a raggiungere la velocità massima.
Per quanto riguarda invece l’uso delle marce, sempre nell’ambito della guida su strada, è importante cambiare marcia senza affaticare troppo il motore, situazione che generalmente si riscontra quando l’andatura (raggiunta con una marcia qualsiasi) può essere mantenuta senza schiacciare l’acceleratore una volta inserita una marcia superiore; una situazione ottimale si ha anche quando si può scalare una marcia senza incrementare troppo il numero dei giri.
Sulla maggior parte dei fuoristrada attualmente in produzione è presente ormai il contagiri per cui, mantenendosi mediamente sui 3.000/3.500 giri, si può valutare con una buona approssimazione il momento in cui cambiare la marcia evitando di salire (o scendere) oltre questi valori. Se il veicolo non dispone di contagiri possono rivelarsi utili le indicazioni riportare sul libretto di istruzioni riferite alla velocità massima consigliata per ogni marcia; una regoletta assai semplice può essere quella di passare ad una marcia più alta solo quando la velocità della marcia inferiore corrisponde all’incirca alla metà della velocità massima consigliata. Se ad esempio per la III si suggerisce di viaggiare al massimo ad 80 Km/h., si passerà dalla II alla III quando si viaggia attorno ai 40/45 Km/h.; analogamente si dovrà scalare in seconda quando l’andatura scende al di sotto di tale valore.
Nei percorsi in salita è necessario evitare di viaggiare per lunghi tratti con marce troppo alte (specialmente se il motore non è dotato di turbocompressore), cercando di accumulare il più possibile l’energia cinetica del veicolo, per sfruttare meglio la velocità, e passare quindi ad una marcia inferiore senza ricorrere a brusche accelerate.
Guidare in economia comunque non vuol dire solo risparmiare carburante, ma anche (e soprattutto) salvaguardare al meglio le svariate componenti del veicolo allo scopo di evitare (o prevenire) eventuali usure agli organi meccanici che, oltre a penalizzare la sicurezza, influiscono negativamente anche sui costi d’esercizio.
A cominciare dall’accensione, per evitare danni al motorino di avviamento e alla batteria, occorre adottare alcune precauzioni fondamentali come ad esempio quella di astenersi (nel caso il veicolo non si avviasse subito) da ripetuti tentativi a breve distanza l’uno dall’altro. In questo caso, oltre a danneggiare il volano del motorino, si rischia anche di scaricare la batteria.
Qualora il motore non dovesse avviarsi al primo colpo è consigliabile interrompere l’operazione dopo una decina di secondi, lasciando passare un certo intervallo di tempo (ca. 20/30 sec.) prima di ritentare di nuovo; se il motore stenta ancora a partire, al terzo tentativo è meglio lasciar perdere e cercare di scoprire le cause del guasto. A tale proposito è bene tenere presente che, dopo un avviamento normale, il veicolo deve percorrere almeno una decina di chilometri (il doppio in inverno) affinché la batteria riceva dall’alternatore la carica di corrente utilizzata nel corso dell’avviamento.
Da non sottovalutare inoltre che i ripetuti e prolungati tentativi di avviamento del motore, oltre ad incrementare i consumi di benzina, riducono sensibilmente anche la quantità di olio presente all’interno dei cilindri rischiando di compromettere la stessa lubrificazione del veicolo.
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