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Capitolo 16 - Guidare a vista
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:26
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Nella navigazione a vista possono inoltre fornire preziose indicazioni per l’orientamento sia la posizione del sole che la presenza di un altimetro (strumento che non dovrebbe mai mancare tra le dotazioni di sicurezza a bordo del veicolo).
Va precisato comunque che la valutazione della posizione del sole può rivelarsi utile nell’evenienza che si conosca molto bene la zona che si attraversa, oltre ad avere bene in mente la visione topografica dei principali agglomerati urbani presenti nei dintorni. Facendo riferimento infatti all’ultimo centro abitato attraversato, o comunque avvicinato, e conoscendo la posizione (o l’ubicazione approssimativa) di quello successivo, ci si può riferire proprio alla posizione del sole; e in base all’ora della giornata, scegliere la direzione ritenuta come la più indicata da seguire, a patto naturalmente che le condizioni meteorologiche non siano caratterizzate dalla presenza di nuvolosità intensa e persistente.
Per determinare l’angolazione della rotta è possibile utilizzare come bussola anche un comune orologio da polso. Il procedimento, estremamente semplice e pratico, è sostanzialmente riassumibile in due fasi principali: si posiziona l’orologio in maniera tale che la lancetta delle ore sia puntata nella direzione del sole, facendo molta attenzione nel tenere ben fermo l’orologio, dopodiché si calcola all’istante la direzione del nord, risultante dalla linea ottenuta idealmente sul quadrante congiungendo il centro dell’orologio con l’ora corrispondente alla metà di quella segnata dalla lancetta delle ore; per effettuare questo calcolo va tenuto presente che le ore si contano da 0 a 24 per cui alle 10.00 del mattino la direzione Nord corrisponde alla linea che passa dal centro verso le 5 (10:2=5), mentre nel pomeriggio alle 16.00 il Nord passa sulla linea delle 8.00 (16.00:2=8).
Questo metodo, pur essendo alquanto approssimativo e suscettibile di un certo margine di errore, ha il grosso vantaggio di poter essere applicato in qualsiasi momento della giornata e (in mancanza di strumenti più sofisticati) assicura un orientamento di massima che, nel nostro caso, può fornire un valido aiuto.
Per quanto riguarda invece l’altimetro, la sua presenza è fondamentale per segnalare l’andamento altimetrico della zona che si sta attraversando nel caso le variazioni di quota fossero poco accentuate, o comunque non valutabili ad occhio nudo. Se ad esempio le tracce della pista si perdono dopo aver superato il passo più elevato presente lungo l’itinerario, o una cresta in prossimità della quale inizia la discesa a fondovalle, risulta evidente che nel caso l’altimetro segnali un ulteriore incremento di quota, si sta procedendo nella direzione sbagliata.
Nel caso i vari tentativi effettuati dovessero rivelarsi vani, e il sospetto di essersi smarriti diventa qualcosa in più di una sensazione, non rimane che tornare indietro fino ad un punto di riferimento preciso e facilmente riconoscibile, tenendo sempre d’occhio i dati del road-book per evitare di allontanarsi ulteriormente. Si può inoltre seguire a ritroso il road-book fino alla prima deviazione e, avendo un po’ di tempo a disposizione, avventurarsi in un’altra direzione; registrando l’intero tragitto effettuato (completo di chilometraggi parziali e totale) si potrà inoltre ampliare sensibilmente anche l’itinerario originale, ottenendo informazioni utili per chiunque volesse ripetere il percorso nella stessa zona.
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