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Capitolo 16 - Guidare a vista
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:26
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Ma a volte può capitare di ritrovarsi a “navigare” fuoripista anche su alcuni percorsi dell’arco alpino o lungo le mulattiere disseminate a ridosso della catena appenninica, specialmente quando si percorrono zone di alta montagna o sentieri poco battuti, lungo i quali persino i muli più coraggiosi degli alpini si rifiuterebbero di andare.
Soprattutto in quest’ultimo caso, infatti, la scarsa circolazione di veicoli accelera sensibilmente lo sviluppo della vegetazione che, abbinato alle prolungate precipitazioni accumulate nella stagione invernale, viene a fagocitare ampi tratti di pista; all’improvviso ci si ritrova senza alcun punto di riferimento e riuscire ad avanzare (anche senza i rischi di solito in agguato tra le dune del deserto o all’interno di una giungla tropicale) può rivelarsi abbastanza problematico, soprattutto quando si attraversano zone poco note o mai percorse in precedenza.
L’esempio più classico è rappresentato dalla pista che scompare in prossimità di una radura erbosa, situata sulla sommità di un rilievo collinare o su un’ampia sella all’imbocco di una vallata; le tracce scompaiono progressivamente nell’erba (attorno agli 800/1.000 metri di quota) e, nell’arco di poche decine di metri, non si ha più alcuna scia da seguire. In altre situazioni le tracce della pista possono sparire a causa dell’erba alta (evenienza molto frequente in tarda primavera e in estate), o perdersi all’interno del bosco tra cumuli di foglie e sterpaglia, o interrompersi bruscamente in prossimità di un corso d’acqua.
Cosa si deve fare in questi casi per andare avanti? E come riuscire a proseguire quando le stesse indicazioni fornite dal road-book, per le mutate condizioni ambientali, non sono più attendibili?
La prima cosa da fare, dovendo navigare a vista, è ovviamente quella di alzare il più possibile lo sguardo per cercare di scoprire in lontananza eventuali tracce di pista riconducibili a quella che si sta percorrendo, o la presenza di altre strade alternative. È consigliabile salire su tetto dell’auto e scrutare attentamente l’orizzonte con un binocolo o mediante il teleobiettivo montato sulla macchina fotografica. Anche un sopralluogo a piedi, effettuato all’interno di un angolo di 90 gradi lungo la traiettoria passante per il centro del cofano dell’auto, può rivelarsi utile per stabilire da che parte andare. Con l’ispezione a piedi, inoltre, si evita di invadere zone prative o aree coltivate e, una volta rinvenute nuovamente le tracce della pista, si può scegliere il percorso migliore sconfinando il meno possibile fuoripista.
In altri casi può rivelarsi utile anche seguire per brevi tratti il corso di un torrente, a patto naturalmente che la profondità dell’acqua sia contenuta entro i limiti di guado del proprio veicolo e che la presenza di massi ed altri ostacoli lungo il greto sia tale da non compromettere la sicurezza di marcia, né insidiare la salvaguardia degli organi meccanici più esposti. In montagna infatti i torrenti intersecano spesso il tracciato di piste e mulattiere per cui è probabile che, prima o poi, si riesca a trovare qualche via da seguire.
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