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Capitolo 15 - Guidare lungo i solchi

• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:25


È sufficiente allineare il veicolo ai solchi longitudinali ponendo due ruote dello stesso lato (la scelta varia ovviamente in funzione degli spazi disponibili ai lati della carreggiata) sul dosso centrale che separa i due solchi e quelle controlaterali sulla parte opposta all’esterno di uno dei due solchi. Questa tecnica, seppur apparentemente semplice nella sua attuazione, richiede tuttavia grande attenzione poiché l’estrema variabilità dell’ampiezza dei solchi rende altrettanto mutevole la larghezza dello strato di terreno presente tra i solchi; nel caso lo spazio disponibile si riducesse oltre il limite di sicurezza può accadere, a causa del peso del veicolo o di un’elevata friabilità del fondo, che il terreno ceda e il veicolo sprofondi inevitabilmente all’interno di uno dei due solchi. O peggio ancora venga trascinato all’interno di entrambi i solchi, “spanciando” con il fondo sul dosso centrale. Questa situazione è abbastanza frequente quando la pista è ricoperta di fango e può verificarsi soprattutto in presenza di una forte pendenza (sia in salita che in discesa).

Se non c’è alcuna possibilità di procedere a cavallo dei solchi, o il fondo sdrucciolevole riporta sempre le ruote al loro interno, non rimane che rassegnarsi ad avanzare lungo i solchi stessi. I rischi maggiori si incontrano viaggiando in convoglio poiché il ripetuto passaggio di molti veicoli nello stesso punto tenderà a scavare solchi sempre più profondi; in breve tempo, anche quello che sembrava un passaggio poco impegnativo può trasformarsi in un tratto estremamente complesso e difficile da superare.

La macchina in queste condizioni è praticamente ingovernabile per quanto riguarda la direzionalità e avanza come se fosse su dei binari: le ruote sono completamente ricoperte di fango e non serve a niente sterzare violentemente nel tentativo di uscire dai solchi fangosi. Questa manovra inoltre dev’essere completamente evitata, sia perché è del tutto inutile ai fini di abbandonare il tracciato dei solchi e sia per il fatto che il veicolo, una volta uscito dai solchi o tornato su un fondo con maggiore aderenza, potrebbe subire brusche e repentine deviazioni trovandosi con le ruote completamente sterzate su uno dei due lati.

Nel caso dei solchi a “V” invece il superamento dei tratti più difficili avviene solitamente ponendo le ruote dei veicolo su entrambe le pareti laterali del solco, in maniera da evitare (o ridurre al minimo) l’inclinazione laterale del veicolo. È necessario, oltre a procedere con una certa cautela, evitare di salire troppo su uno dei due lati del solco, per impedire che il veicolo si ritrovi intrappolato contro una parete dell’avvallamento, limitando inoltre al minimo i movimenti bruschi sullo sterzo; questa manovra, infatti, oltre al rischio di far scivolare (e bloccare) l’auto contro la scarpata, espone anche al pericolo di urtare la fiancata contro eventuali ostacoli come ad esempio un albero o una parete rocciosa.

È fondamentale inoltre, prima di affrontare passaggi del genere, accertarsi che vi sia a monte la possibilità di poter avanzare ulteriormente una volta superato il solco o, in alternativa, che si sia almeno lo spazio sufficiente per poter invertire la marcia. A tale proposito ricordiamo che anche nel caso dei solchi, come in altre situazioni di guida offroad, risulta fondamentale un sopralluogo a piedi per ispezionare i punti più difficili del percorso.

Tra gli interventi pratici da adottare per agevolare il transito in presenza dei solchi può rivelarsi utile, soprattutto quando il veicolo dovesse trovarsi bloccato o comunque in condizioni precarie, riempire i solchi con dei sassi o con altri materiali di fortuna (arbusti, rami, pezzi di legno, etc.). Questo accorgimento può essere efficace anche in caso di twist, che non è il mitico ballo degli anni Sessanta, né un ostacolo naturale dovuto alla conformazione del territorio. Il twist rappresenta invece quella particolare situazione nella quale, prima o poi, ogni fuoristradista è costretto ad imbattersi quando è impegnato nella guida su fondi particolarmente accidentati e in presenza di solchi. Si tratta in pratica della singolare posizione che viene ad assumere il veicolo quando si ritrova “sospeso” in aria con due ruote diagonalmente opposte completamente staccate dal suolo. Questa condizione può instaurarsi sia attraversando trasversalmente un solco molto profondo sia, nel corso di un tragitto abbastanza rettilineo, oltrepassando una progressione continua di dossi elevati e buche accentuate. Nel twist le ruote rimaste a terra risultano praticamente senza alcuna trazione, poiché i differenziali tendono a trasferire la potenza sulle ruote nelle quali è diminuita l’aderenza, e il veicolo si ritrova bloccato. È opportuno quindi affrontare questi tratti con un minimo di velocità per oltrepassare la zona soggetta al rischio di twist; nel caso si dovesse tuttavia rimanere appollaiati sulle ruote, e neanche l’apposizione di massi all’interno dei solchi riesce a risolvere la situazione, non rimane che farsi trainare da un secondo veicolo (nessun problema ovviamente per i 4x4 equipaggiati con il blocco totale dei differenziali).

Tra gli accessori che possono rivelarsi utili per affrontare nel migliore dei modi i tratti interessati dalla presenza di solchi, può risultare provvidenziale inserire tra le dotazioni di bordo un verricello e una serie di robuste corde di traino abbinate ad un argano manuale; per sollevare il veicolo infine, oltre ad una binda, una delle soluzioni più pratiche è rappresentata dal pallone pneumatico (tipo air-jack) che consente di alzare il veicolo in meno di un minuto su qualsiasi tipo di terreno (fango, sabbia, neve, ghiaia, etc.) inserendo il tubo di gonfiaggio nel tubo di scarico.

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