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Lamborghini LM 200

• Pubblicato il 18 novembre 2008 17:06

L'Hummer made in Italy

Lamborghini LM 200Sul finire degli anni Settanta una nota azienda italiana, apprezzata più per la produzione di bolidi granturismo in grado di sfrecciare ad oltre 300 all’ora che non per la sua vocazione fuoristradistica,  decide di tentare la sfida del mondo dell’off-road avviando un progetto che, seppur destinato ad esaurirsi nell’arco di pochi anni, lascerà comunque un segno indelebile nel settore dei veicoli a trazione integrale.
Lamborghini LM 200Stiamo parlando della Lamborghini che, sul finire degli anni Settanta, realizzò un prototipo di un fuoristrada il cui utilizzo (oltre che in ambito miitare) avrebbe dovuto soddisfare le esigenze dei ricchi sceicchi sauditi.  Il veicolo, battezzato Cheetah, venne presentato al Salone di Ginevra del 1977 ed era equipaggiato inizialmente con il motore posteriore V8 Chrysler le cui caratteristiche, sia in affidabilità che in robustezza, sembravano garantire un ampio margine di funzionalità anche nelle più esasperate condizioni operative nelle quali si muovevano gli eserciti impegnati in operazioni nel Golfo Persico. Lamborghini LM 200Questo motore venne però presto abbandonato e la Lamborghini produsse un secondo prototipo equipaggiato con un propulsore AMC, anch’esso destinato ad essere sostituito. A causa di una serie di svariati problemi infatti, tra cui alcune questioni  legali derivanti soprattutto da alcune “somiglianze” troppo marcate tra la Cheetah e un veicolo militare americano, i primi prototipi non ebbero alcun seguito.  La Lamborghini si orientò quindi nello sviluppo di un veicolo interamente “fatto in casa”, per cui nell’82 debuttò un nuovo prototipo 4x4 (LMA) che montava per la prima volta sotto il cofano un poderoso V12 della Lamborghini.
Lamborghini LM 200La versione definitiva della LM 002 debutta nei 1985 suscitando un enorme scalpore anche al di là dei confini nazionali.  I suoi numeri infatti erano tutti da record: dal frazionamento del motore (12 cilindri) alla cilindrata (5.167 cc), dalla mostruosa potenza erogata (455 CV) al prezzo astronomico (240 milioni delle vecchie lire) al quale viene posta in vendita.  La prima versione, commercializzata nel 1986, era equipaggiata con un motore aspirato (l’iniezione elettronica  era disponibile solo per il mercato americano), ma a partire dal 1989 viene introdotta anche sul mercato italiano la versione con iniezione elettronica che (mantenendo lo stesso 12 cilindri della Countach) ha consentito  un lieve incremento di potenza (salita da 450 a 455 CV).  Dotata di trazione posteriore (quella anteriore era inseribile manualmente), la Lamborghini LM 002 disponeva di un cambio a 5 rapporti e riduttore, abbinati a tre differenziali tutti autobloccanti (al 25% quello anteriore, al 75% quello posteriore); in condizioni particolarmente esasperate quello centrale poteva anche essere bloccato meccanicamente.  Lamborghini LM 200Eccezionale nelle prestazioni su strada, la LM 002 esprimeva una buona motricità (ingombri permettendo) anche nell’utilizzo off-road, grazie ai valori degli angoli di attacco (50°) e di uscita (45°) e a quelli relativi alla pendenza massima superabile (120%) e all’inclinazione laterale (45%). Ma la LM 002 a causa di una serie di problemi legati alla carrozzeria e, probabilmente, penalizzato dal prezzo, non riscosse quel successo auspicato dai tecnici della Lamborghini e uscì definitivamente di produzione nel 1991.

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