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Etna climbing 2001

• Pubblicato il 28 dicembre 2007 11:51

etna climbing 2001L’idea di effettuare una spedizione in 4x4 sul più alto vulcano europeo, seguendo le piste che si inerpicano sui versanti settentrionali lungo un dislivello di oltre 2.000 metri, arriva alla Land Rover Italia nel maggio del 2001 all’indomani della conclusione della trasferta a Dubai. Il progetto, ideato da Giorgio Rosato (direttore di Autoruote 4x4, una delle più note testate specializzate diffuse in Italia) viene accolto subito con entusiasmo e la scelta del veicolo cade sul Defender Tomb Raider il cui arrivo sul mercato italiano è previsto per la metà di luglio. 

etna climbing 2001 Avviate in breve tempo le trattative con le autorità locali per ottenere i numerosi permessi indispensabili per spingersi con un veicolo sulle piste del vulcano, l’Etna inizia la lunga eruzione lavica dell’estate 2001.  Accompagnata dall’altrettanto inarrestabile inondazione mediatica che, come in altre occasioni analoghe, ha contribuito senz’altro ad enfatizzare ulteriormente la già drammatica situazione.  Dopo una breve consultazione con i corrispondenti locali, si decide di tentare comunque, pur sapendo che le limitazioni al transito sulle aree sommitali del vulcano avrebbero subito delle lievi modifiche rispetto al progetto originale.
All’arrivo in Sicilia la spedizione, una volta raggiunta Catania, si dirige alla volta di Nicolosi sul cui abitato si staglia minacciosa all’orizzonte la sagoma dell’Etna con tutti i suoi segnali inequivocabili.

etna climbing 2001 Un’alta e spessa nuvola di denso fumo si alza dal cratere centrale, disegnando un lungo serpentone di colore grigio scuro proteso verso il mare, mentre sulle pareti del vulcano si intravvedono nettissime le prime colate laviche dal colore rosso fuoco che scivolano lentamente a valle, come resina dal tronco degli abeti; una resina che arriva dal centro della terra, sgorgando una temperatura prossima ai 1.000 gradi che, a pochi giorni dall’inizio
dell’eruzione, è arrivata a minacciare pericolosamente l’abitato di Nicolosi. Superata Zafferana Etnea i cumuli di polvere vulcanica depositati lungo la strada asfaltata sono così numerosi che assomigliano a piccole dune nere, segnalate da una serie di cartelli appositamente realizzata per queste occasioni, il Defender Tomb Raider arriva a Piano Provenzana, la nota stazione sciistica situata a 1.810 metri di quota. 

etna climbing 2001 È da qui che partono anche i camion fuoristrada (IVECO 75 PC 4x4 e Mercedes Unimog) che trasportano i turisti fino alla zona dei crateri sommitali. E anche la spedizione ”Etna Climbing 2001” segue inizialmente questo percorso addentrandosi lungo lo sterrato che sale progressivamente in quota attraverso una serie di tornanti, alternati ad ampi tratti rettilinei, che si aprono su panorami mozzafiato sul versante settentrionale del vulcano. Nel corso della salita verso l’osservatorio astronomico il Defender Tomb Raider della spedizione incrocia diversi camion 4x4 la cui presenza testimonia che, nonostante l’intensa attività vulcanica che scuote il versante opposto, molti turisti non si sono lasciati intimorire dalle notizie drammatiche dei media cedendo senza esitazione alla tentazione di un’ascensione off-road sull’Etna.

etna climbing 2001 Oltrepassata la zona dei crateri alle pendici del monte Pizzillo, e il vasto pianoro antistante l’osservatorio, il Defender Tomb Raider giunge finalmente in prossimità del cratere sommitale dell’Etna mentre l’altimetro di bordo segnala quota 3.226 metri. La meta è raggiunta e mancano solo alcune decine di metri alla cima.  Anche l’entusiasmo delle guide locali è al massimo mentre accorrono per ammirare da vicino il Defender Tomb Raider, indiscusso protagonista dell'Etna Climbing 2001”, la prima spedizione ufficiale della Land Rover sul vulcano più alto d’Europa portata a termine con successo nonostante qualcuno l’avesse definita una missione impossibile.

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