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Daihatsu Terios
di Alberto Mazzantini • Pubblicato il 25 febbraio 2007 00:15
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Una vera rinascita
Impressioni di guida
Il salto di qualità, rispetto al modello precedente, è notevole e lo si avverte ancor prima di salire a bordo: il nuovo Terios ha un aspetto moderno, curato, forse troppo simile ad altri concorrenti ma comunque più che valido. 
Per il rilancio dell’Azienda, però, la scelta appare di fatto indovinata, anche perché rispetto ai “concorrenti”, questa vettura propone un carattere tutto suo, un buon equilibrio tra velleità fuoristradistiche e versatilità da city car, con scelte tecniche e motoristiche che ne mettono in evidenza gli aspetti positivi.
La nostra prova, a bordo della versione con motore da 1,5 litri e cambio automatico, inizia su un tracciato cittadino – quello che la maggior parte degli utenti utilizza più spesso – per poi spostarci sul fuoristrada. Colpisce subito la grande maneggevolezza del mezzo e il suo eccellente angolo di sterzata, specie se paragonato a quello del modello precedente. Il parcheggio in spazi ristretti, così come le manovre in città, appaiono semplici e disinvolte.

Lo spunto nelle partenze è buono, mentre quando si spinge sull’acceleratore si avverte un certo limite di potenza, che ci aspettavamo superiore. Va da sé che da un motore 1,5 litri non potevamo aspettarci potenze eccelse, ma certo la spinta potrebbe essere maggiore mentre la rumorosità avrebbe dovuto essere più contenuta.
La nostra prova si è svolta a seguito della conferenza stampa di presentazione e quindi su un tracciato disegnato dalla Daihatsu ad hoc; per la seconda parte, infatti, abbiamo lasciato il Terios 1,5 per salire a bordo della versione con il più piccolo 1,3 litri, che ci ha accompagnato in un tratto di off-road.
Dapprima un po’ di sterrato, durante il quale il Terios mostra una buona stabilità anche su un fondo piuttosto sdrucciolevole; si prosegue poi con un tracciato che attraversa un bosco, caratterizzato da notevoli saliscendi e vari impegnativi passaggi legati all’inclinazione laterale e alle pendenze.

Anche se il programma non propone grandi difficoltà, inseriamo comunque il blocco del differenziale, procedendo senza alcun problema e divertendoci ad affrontare i vari ostacoli. La sensazione che abbiamo, al ritorno, è di aver avuto una piacevole esperienza di guida.
Quanto all’abitacolo, certo non ci sono i lussi che potremmo trovare su altre vetture, che d’altronde fanno storia a sé. La vivibilità è comunque buona, i materiali e le finiture ci appaiono proporzionati al target della vettura e al suo prezzo.
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