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Corfù
di Paola Carnevali • Pubblicato il 27 febbraio 2007 13:38
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Kerkira off-road
Siamo seduti su un muretto, nel cortile assolato di un monastero ortodosso. I nostri fuoristrada sono fermi ai piedi della collina. Davanti a noi una distesa verde di ulivi e cipressi che termina nel blu del mare. Con noi ci sono amici di vecchia data, altri appena conosciuti, un pope greco vestito di nero con la lunga barba bianca, un italiano che parla greco e ci traduce le parole di pace ed ospitalità che il monaco ci trasmette.
Assaporando i biscotti e l’acqua di fonte che ci sono stati offerti (la pace dell’anima passa anche per il benessere del corpo!) ci gustiamo un autentico respiro di vita greca. Ma cosa ci facciamo qui?
Torniamo indietro di un mese, nella pallida primavera della nostra pianura padana. Abbiamo conosciuto Marco (l’italiano che parla greco) attraverso Internet, navigando alla ricerca di un luogo diverso dove guidare il nostro 4x4 durante le vacanze di Pasqua. Ci ha incuriosito questo giovane “greco” che si offriva di accompagnarci alla scoperta di Corfù, isola greca da noi conosciuta solo ed esclusivamente come meta balneare.
Ci lasciamo sedurre dall’entusiasmo di Marco, coinvolgiamo un paio di equipaggi di amici e tutti insieme il pomeriggio del 12 aprile 2006 salpiamo dal porto di Ancona. Ad Igoumenitsa il mattino del giorno dopo incontreremo altri due equipaggi e a Corfù, dopo ancora un’ora di navigazione, ci sarà Marco ad accoglierci. Ci guiderà alla scoperta dell’isola su un itinerario a “margherita”: quattro giorni per quattro zone diverse, con ritorno tutte le sere al villaggio nel bed & breakfast dove alloggeremo.
Ma torniamo al nostro albero nel cortile ed alle conversazioni filosofiche. Siamo qui perché il monastero di Aghia Triades si trova nel nord dell’isola sull’itinerario della seconda giornata. Ieri abbiamo scoperto quanto Corfù sia diversa da ciò che credevamo: la più settentrionale delle isole greche dello Ionio è posta all’ingresso dell’Adriatico tra la costa italiana e quella albanese.
Crocevia del turismo, è però permeata da un fascino segreto, non troppo difficile da svelare: la ricoprono foreste lussureggianti d’ulivi e cipressi, fiori selvatici e alberi di limoni, la circondano chilometri di litorali selvaggi e le montagne interne sono disseminate di villaggi in cui il tempo sembra essersi fermato. Il mezzo ideale per rimanere stregati da questo fascino è senz’altro il fuoristrada.
Primo giorno
Trascorriamo la prima giornata nella parte nord ovest di Corfù in un saliscendi continuo fra il verde. Il percorso non è particolarmente difficile, ma occorre guidare con precisione e prudenza perché le strade sono rappresentate da sterrati a fondo molto sconnesso ed il poco asfalto presente si incunea solo nei vicoli strettissimi fra le case. Verso sera facciamo sosta al villaggio montano di Afionas, da cui si gode una vista mozzafiato sul mare. Al tramonto saliamo a piedi la rupe su cui si ergono le rovine della fortezza di Angelokastro: da lassù sentiamo solo il ruggito del mare agitato dal vento ed il canto dei gabbiani. Quanto Venezia sia stata importante per Corfù lo verifichiamo durante la passeggiata serale per Kerkyra, capoluogo dell’isola, una delle più belle ed intatte città della Grecia. Nel Campiello, il rione vecchio, si susseguono lungo la via principale, deserta per l’ora tarda, palazzi veneziani sede dei ricchi commerci, mentre le tortuose viuzze laterali ospitano le abitazioni. Il tutto inframezzato da chiese e cappelle: si respira davvero un’atmosfera magica.Secondo giorno
Della seconda giornata nel nord est dell’isola ricorderemo la sosta al monastero di Aghia Triades e il sorriso gentile del monaco, ma anche il panorama a 360 gradi dalla cima del monte Pandokratoros. I nostri 4x4 ci portano senza fatica agli antichi villaggi in totale abbandono. Percorriamo chilometri di sterrato e ci troviamo a un passo dalle coste dell’Albania. Dal prato antistante questa ricca dimora veneziana, che mostra di aver goduto di un passato glorioso, la vista spazia dal sottile braccio di mare che separa le due coste, alla vasta laguna in terra albanese e alle montagne ancora coperte di neve che la sovrastano.Pagine:
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