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Capitolo 14 - Viaggiare in sicurezza
• Pubblicato il 25 febbraio 2007 22:24
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L’unica condizione cui attenersi, quando possibile, in merito alle ore più adatte a mettersi in marcia, riguarda la guida in quelle zone dal clima particolarmente caldo e afoso.
Andrebbero evitate le ore più calde della giornata, tra mezzogiorno e il primo pomeriggio, o comunque quegli spostamenti che costringano a viaggiare con il sole frontale, procedendo ad esempio al mattino verso est o al pomeriggio verso ovest. La luce accecante del sole, infatti, costringe gli occhi ad uno sforzo prolungato che può esitare in una fastidiosa lacrimazione, oltre a diminuire la profondità del campo visivo.
Da non sottovalutare anche i tempi di adattamento al buio della pupilla quando, viaggiando in condizioni di luminosità molto intensa, ci si trovi di fronte a una galleria molto lunga e/o scarsamente illuminata; in questi casi è consigliabile togliere gli occhiali da sole (da preferire i modelli con lenti molto scure) pochi istanti prima di entrare in galleria, mettendoli di nuovo in prossimità dell’uscita, quando già si intravede l’apertura del tunnel dalla parte opposta.
Per quanto riguarda i fattori condizionanti il globe-trotter al volante impegnati in un raid, svolgono un ruolo notevole ai fini della salvaguardia della salute (e quindi della sicurezza) anche la presenza del servosterzo, del cambio automatico, di fari potenti, del condizionatore d’aria e la stessa posizione di guida adottata non dev’essere sottovalutata.
Il servosterzo è quel meccanismo che, mediante un dispositivo idraulico, alleggerisce notevolmente il volante riducendo al minimo lo sforzo necessario per ruotarlo a ogni cambiamento di direzione e, soprattutto, nelle manovre di parcheggio. Sulle attuali vetture fuoristrada questo accessorio, oltre ad essere presente sulla maggior parte dei modelli in circolazione, è costituito da una serie di meccanismi molto sofisticati rispetti a quelli di alcuni anni fa e svolgono la loro funzione senza togliere il gusto della guida o diminuire eccessivamente la sensibilità sul volante.
È naturale quindi che una 4x4 dotata di idroguida affaticherà assai meno il guidatore impegnato in un lungo viaggio, soprattutto nel lavoro delle articolazioni delle mani e dei polsi.
Un discorso analogo vale anche per il cambio automatico
(di serie su tutti i veicoli off-road presi a nolo negli Stati Uniti, in Canada e in alcuni paesi molto industrializzati dell’Estremo Oriente) che però penalizza leggermente la motilità della gamba sinistra, solitamente impegnata con la frizione. A tale proposito va ricordato che, nelle brevi soste effettuate nel corso di un lungo viaggio, è opportuno fare anche un piccola camminata poiché la lunga posizione seduta può indurre una stasi venosa a livello degli arti inferiori accompagnata da piccole fitte e formicolii che, nei casi più gravi, possono esitare anche nell’insorgenza di crampi muscolari. La presenza di fari molto potenti migliora la visibilità notturna e affatica assai meno la vista, soprattutto se piove e l’asfalto è trasformato in una lucida lavagna nera che assorbe anche le luci più intense.
Un discorso a parte merita la presenza a bordo di un condizionatore d’aria. Ritenuto indispensabile nei climi torridi e tropicali, può rivelarsi molto insidioso per la salute poiché assai spesso, soprattutto quando si è accaldati, si tende a regolarlo sui valori della massima potenza sottoponendo l’organismo a notevoli escursioni termiche. In pieno deserto o ai tropici, dove il caldo è reso ancora più insopportabile dall’intensa umidità, si è spesso sudati o comunque accaldati per cui salendo in macchina e accendendo al massimo il condizionatore, si rischia di prendere qualche malanno che, a seconda dei casi, possono andare dal banale raffreddore ai colpi d’aria con ripercussioni muscolari o nevralgiche. Anche gli spifferi d’aria possono insidiare la salute del guidatore e dei passeggeri, specie quando si viaggia in zone desertiche.
A volte, infatti, per alleviare i disagi del caldo ci si bagna la testa o i vestiti (abitudine molto diffusa tra i fuoristradisti sahariani) lasciando completamente aperti i finestrini dell’auto e incuranti delle correnti d’aria. Il giorno dopo ci si ritrova in preda a un violento raffreddore che, in pieno deserto e con una temperatura prossima ai 50° C, è un’esperienza tutt’altro che piacevole.
La posizione di guida, infine, dev’essere la più confortevole possibile e, nel caso di un fuoristrada preso a nolo, la più vicina a quella cui si è abituati normalmente. Arretrare adeguatamente il sedile e reclinare lo schienale in maniera tale che le braccia siano completamente distese (per migliorare la circolazione), mentre nei climi caldi può essere utile mettere un asciugamano di spugna dietro la schiena (in alternativa può andare benissimo una t-shirt infilata sul sedile). Se la giornata è molto assolata, oltre ad adottare un paio di occhiali molto scuri (meglio se a specchio) è consigliabile abbassare entrambi i pannelli parasole che si rivelano utili anche nell’attenuare il fastidioso riverbero di luce presente all’orizzonte, riducendo così l’affaticamento della pupilla.
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