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British Trans-Americas Expedition

• Pubblicato il 28 dicembre 2007 11:33

british trans-americas expedition“Missione compiuta”.  Con questo breve e laconico messaggio il capitano Jeremy Growes annunciò il 9 giugno del 1972 la felice conclusione della “British Trans-Americas Expedition”, la più straordinaria avventura in fuoristrada mai realizzata fino ad allora (ed ancora oggi mai  riuscita a nessun altro) nel settore della mobilità a trazione integrale.

british trans-americas expedition Siamo agli inizi degli anni Settanta e la Rover, all’indomani del lancio della Range sui mercati di tutto il mondo, decide di intraprendere la più entusiasmante (e pericolosa) avventura mai tentata prima a bordo di veicoli a motore. L’idea di partenza è quella di percorrere l’intero continente americano, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, ma con un piccolo particolare che faceva la grossa differenza con tutte le imprese precedenti. Diversi equipaggi avevano effettuato in passato un raid così impegnativo, ma una volta giunti nell’istmo di Panama erano stati costretti ad imbarcare i veicoli su un traghetto per bypassare l’insidioso Darien Gap, un temibile tratto di giungla tropicale, esteso per circa 400 chilometri, privo di qualsiasi via di comunicazione terrestre.                                           

british trans-americas expedition Nel corso di questa straordinaria avventura, protrattasi per circa sette mesi (dalla partenza da Anchorage, il 3 dicembre 1971, all’arrivo ad Ushauia, il 10 giugno del 1972) le due Range Rover impegnate nella spedizione hanno percorso l’intero tragitto della Panamericana per una lunghezza di circa 23.000 chilometri nelle più disparate condizioni ambientali: dalle distese ghiacciate dell’Alaska ai vertiginosi dislivelli delle Montagne Rocciose, dalle remote aree desertiche del Guatemala ai tortuosi tornanti che arrancano sulla cordigliera andina,  dall’atmosfera surreale del deserto cileno di Atacama alle fredde scogliere della Patagonia che preannunciano l’arrivo nei pressi del mitico Capo Horn.
La British Trans-Americas Expedition, come tutte le grandi iniziative legate ad un raid automobilistico, aveva anche una serie di motivazioni scientifiche tese a conferire (com’è consuetudine in questi casi) uno certo spessore culturale ad un’impresa che, non dimentichiamolo, era soprattutto un’astuta operazione di marketing.

british trans-americas expeditionLo scopo della spedizione era quello di riuscire ad attraversare per la prima volta i 23.000 chilometri della Pan-American Highway, che congiunge il Nord e il Sud America, portando dei veicoli a motore dall’Alaska alla Terra del Fuoco. Fino ad allora nessuno si era mai avventurato con un veicolo a motore nel famigerato “Tappo del Darien” (esteso da Canitas, sul versante panamense, fino a Barranquillito, in Colombia) che precedentemente avevano fatto fallire tutti i tentativi di portare dei veicoli attraverso il Darien Gap e oltre la grande palude di Atrato.  La spedizione era anche incaricata di svolgere un programma scientifico su larga scala che coinvolgeva studiosi inglesi, americani e panamensi impegnati in un comune programma di ricerca in diverse discipline (botanica, biologia, geologia, geografia, entomologia e zoologia) della regione.               

british trans-americas expedition L’idea di questa avventura prese corpo nel 1970, con la fondazione del “Comitato per la Spedizione Inglese Trans-Americas”, presieduto da Julian Du Parc Braham.  Esploratori e collaudati viaggiatori  di questo luogo selvaggio furono interpellati per valutare la reale fattibilità del  progetto e la maggior parte degli esperti interpellati riteneva che fosse pura follia, soprattutto perché diverse altre spedizioni (anche  ben organizzate) avevano fallito.
In realtà il dato che emerse fu quello che una simile spedizione poteva essere realizzata, ma per portarla a termine con successo era necessario allestire una impresa  imponente,  condotta come una battaglia molto impegnativa e non immune da rischi e disagi di ogni genere. Alla fine il progetto venne approvato e tra i vari sostenitori figuravano l’Esercito Inglese e i Governi di Panama e della Colombia, il British Museum (Storia Naturale), la Scientific Exploration Society e numerose compagnie inglesi e americane.
Con il supporto dell’Esercito la British Trans-Americas Expedition  assunse inoltre quasi  le dimensioni di una spedizione di guerra: al gruppo iniziale di inglesi e statunitensi, formato da 59 uomini e 5 donne, si aggiunsero infatti nei primi giorni di gennaio 1972  circa 40 soldati panamensi e 30 uomini dei servizi colombiani provenienti dall’America Centrale.

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