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Australia: raid del coraggio in Panda 4x4
• Pubblicato il 19 dicembre 2007 23:15
7.000 chilometri nel Down Under
Nella lunga e avvincente storia del fuoristrada riguardante la produzione italiana, uno dei capitoli più affascinanti è legato alle vicende della Panda 4x4. Tutto ha inizio nel 1983 quando arriva sul mercato una piccola vettura a quattro ruote motrici che, seppur destinata ad un uso prevalentemente stradale, evidenzia subito una spiccata versatilità anche nell’utilizzo off-road.
La Fiat Panda 4x4 fa la sua prima apparizione alla fine di giugno del 1983 come un’ulteriore versione del collaudato modello a due ruote motrici lanciato dalla Casa torinese e disegnata da Giorgetto Giugiaro. Concepita come un fuoristrada leggero, la Panda 4x4 viene prodotta in collaborazione con l’austriaca Steyer (cui è affidata la realizzazione del sistema di trazione integrale) ed equipaggiata con un motore a benzina a quattro cilindri di 965 cc (48 CV). Per ottimizzare le prestazioni off-road (in assenza di riduttore) e favorire il disimpegno nei passaggi
difficili è stato adottato un rapporto della prima molto corto, mentre il telaio è stato sensibilmente rinforzato rispetto alla versione originale.
Ad appena pochi anni dalla presentazione ufficiale anche la Panda 4x4, in sintonia con la sua innata vocazione sportiva e grazie al notevole supporto fornito dalla Fiat, inizia a far capolino nel mondo dell’avventura a motore partecipando ad un’edizione della Parigi-Dakar (affidata a Paolo Contegiacomo, pionere in Italia del volo in mongolfiera) e al raid Parigi-Pechino sulle orme della mitica Itala del principe Scipione Borghese che aveva effettuato la stessa traversata nel 1907.
A partire dal 1985 un tour operator specializzato in viaggi-avventura lancia una nuova formula di raid turistici, denominata “I Raid del Coraggio”, la cui novità è rappresentata proprio dall’utilizzo delle Panda 4x4. La prima spedizione, che vede impegnate 50 vetture, attraversa tutto il Sahara da Tunisi fino ad Abidjan (in Costa d’Avorio) lungo un itinerario di oltre 7.000 chilometri. Nell’86 è la volta del “Raid del Coraggio” in Australia, da Sydney a Perth attraverso le sconfinate distese dell’Outback e la Grande Barriera Corallina per un totale di circa 8.800 chilometri.
Nel corso della spedizione erano presenti inoltre come veicoli di supporto due Magnum Classic 4x4, un Iveco Daily 4x4 allestito a camion officina e un grosso Fiat 75 PC 4x4 trasformato in camper adibito a cucina da campo; per la traversata nel cuore dell’Outback, lungo un tratto di circa 2.000 chilometri di deserto senza alcun centro abitato, gli organizzatori hanno noleggiato anche un piccolo elicottero al seguito utilizzato per le ricognizioni del percorso dall’alto e per le riprese fotocinematografiche.
Le piccole Panda 4x4, nonostante la mancanza del riduttore, hanno evidenziato una grande versatilità nel corso dei numerosi tratti off-road e dei ripetuti guadi incontrati lungo il percorso. Nel tratto più impegnativo, tra Alice Springs e l’Ayer’s Rock, la carovana ha dovuto superare una lunga pietraia frammista a sabbia di fiume con numerose pendenze in salita e l’avanzata degli oltre 50 veicoli ha indotto un’andatura di marcia molto lenta e difficoltosa che, nel punto più difficile, ha richiesto tre ore per oltrepassare un tragitto di appena tre chilometri.
Giunti sulla costa occidentale, la spedizione si è concessa una breve pausa di relax a Perth per assistere alle regate di vela dell’America’s Cup a Freemantle, prima di riprendere la marcia alla volta delle sabbie del “Pinnacle’s Desert” per ammirare le caratteristiche formazioni di roccia completamente immerse tra le dune.


