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Great Wall Steed • Test drive
di Alberto Mazzantini • Pubblicato il 27 novembre 2008 13:10
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Alla guida
Dopo Hover, ecco arrivare sul nostro mercato un secondo modello prodotto dalla Great Wall Motor Company e importato in Italia da Eurasia: si tratta dello Steed, un piacevole pick-up doppia cabina motorizzato dal 4 cilindri Mitsubishi da 2,4 litri.
Il pregiudizio degli automobilisti italiani nei riguardi dei marchi cinesi è ancora molto vivo e, per onestà di cronaca, dobbiamo ammettere che anche noi non eravamo del tutto esenti da questo preconcetto prima di metterci al volante dello Steed. Prima di entrare nel dettaglio tecnico del pick-up, desideriamo però sottolineare la serietà, la professionalità e la dedizione che le famiglie Ognissanti e Daffi stanno impiegando in Eurasia affinché importazione, rete distributiva, assistenza e ricambistica, possano mettere in condizioni i clienti di acquistare e guidare una Great Wall con piena fiducia e sicurezza.
Bene, eccoci dunque al dunque: saliamo a bordo dello Steed e prendiamo posto sul comodo sedile di guida rivestito in pelle. La posizione di guida appare comoda e confortevole e, come era facile aspettarsi su un pick-up, permette un’ottima visione sulla strada. La plancia ed i materiali interni, era scontato anche questo, non sono certo di fattura pregevole, ma offrono la giusta funzionalità associata ad un aspetto un po’ retrò. Siamo a bordo di un veicolo destinato in grandissima parte ad un utilizzo professionale, quindi la semplicità delle funzioni e l’aspetto un po’ spartano non declassano affatto lo Steed.
Mettiamo in moto: il motore a benzina da 2,4 litri appare sufficientemente silenzioso ed anche il passaggio alla modalità di alimentazione a GPL non ne modifica il suono. Prendiamo confidenza con la frizione che stacca piuttosto presto e con l’impianto frenante ben dimensionato (dischi all’anteriore, tamburo al posteriore provvisto di ABS e EBD) e percorriamo i primi chilometri avvertendo una durezza delle sospensioni (balestre al posteriore) che pur non offrendo un elevato comfort, danno sicurezza e stabilità.Qualche cavallo in più (126 sono quelli disponibili) non sarebbe guastato ma si viaggia su strada con piacere con un grado di soddisfazione non troppo distante da quello che si può provare su pick-up di marchi ben più blasonati.
Ci avventuriamo in fuoristrada ed inseriamo la trazione integrale e le marce ridotte attraverso i tasti posti in plancia. Lo Steed affronta sterrati e sconnessi con estrema disinvoltura e sicurezza e non viene impensierito neanche da un tratto in discesa completamente innevato.Steed potremmo definirlo un veicolo onesto, sincero e con un valore percepito che va ben oltre il contenutissimo prezzo di listino al quale viene offerto.
Peccato per Eurasia che, al momento, sia prevista solo la versione con doppia cabina, in quanto, a nostro giudizio, la carrozzeria con cabina singola (e quindi con un più ampio vano di carico) sarebbe stata più appetibile per gli utenti professionali ed avrebbe certamente innalzato le previsioni di vendita.
Dalla sua parte, come detto, c’è anche e soprattutto il prezzo (vi rimandiamo alla fine dell’articolo per una specifica esatta) e la fornitura di serie dell’impianto GPL della BRC che permette di usufruire di un ulteriore riduzione di prezzo grazie agli incentivi statali.Stile
Interamente progettato dalla Casa cinese, Great Wall Steed è un pick up robusto dalla linea morbida e sinuosa e al tempo stesso forte e attraente, caratterizzata dai passaruota generosi e completi di una utile protezione, dalle fiancate lisce e senza asperità, dalle superfici vetrate ampie.Così come i proiettori a goccia, tutti gli elementi della parte anteriore di Great Wall Steed sono raccordati con sobria pulizia stilistica, mantenendone un carattere grintoso e personale.
Questo viene sottolineato anche dal frontale alto e ben arrotondato nella zona del cofano e dalle importanti prese d’aria per radiatore e impianto frenante. La linea posteriore, caratterizzata dallo sviluppo verticale dei fanali collocati sugli spigoli, reinterpreta in chiave moderna e attuale quelle ispirazioni legate ai classici veicoli americani iniziatori della categoria.
A completamento dell’estetica, non vanno dimenticati i cerchi in lega per pneumatici 235/70/ R16.
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