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Mongolia

Testi e foto di Giorgio Rosato • Pubblicato il 19 novembre 2008 09:57


WELCOME TO GOBI

viaggio mongolia furistrada g4Un cartello di buon auspicio sulla porta degli uffici del centro visite del Gobi Gurvansaikhan National Park., sul quale campeggia la scritta “Welcome to Gobi”, saluta in nostro ingresso ufficiale all’interno del deserto di Gobi. Esteso per oltre un terzo della superficie del Paese e (per una piccola parte) nei territori della Cina del nord, il Gobi si differenzia sostanzialmente da tutti gli altri deserti del mondo in quanto è formato soprattutto da terreni aridi e sassosi (ricoperti di radi arbusti), mentre le classiche dune di sabbia rappresentano appena il 3% della sua superficie complessiva estesa per oltre 1.300.000 Kmq (misura circa 2.000 Km da est ad ovest e 1.000  da nord a sud). viaggio mongolia furistrada g4Dopo la tradizionale scorpacciata di polvere, arriviamo nella zona delle Gurvansaikhan Mountains, il massiccio montuoso più elevato della Mongolia la cui vetta (Dund Saikhanii Nuruu) raggiunge i 2.825 metri, dove ci addentriamo in una stupenda gola attraversata da un piccolo corso d’acqua affiancato da brevi distese erbose. viaggio mongolia furistrada g4Nel punto più stretto del canyon il nostro Discovery viene quasi a sfiorare le rocce con gli specchietti retrovisori esterni, ma la sorpresa maggiore la troviamo in un punto dove, a causa della scarsa illuminazione, ci troviamo ad affrontare un piccolo ghiacciaio che attraversiamo con molta cautela dopo una prudente e accorta ispezione a piedi per valutare la reale consistenza del ghiaccio.
viaggio mongolia furistrada g4Entro sera dobbiamo raggiungere il campo remoto situato nella zona di confine tra il deserto della steppa e le dune di sabbia per cui, una  volta superato il ghiacciaio, riprendiamo a macinare chilometri e polvere. Senza trascurare tuttavia alcune soste per arricchire ulteriormente il nostro già ricco bottino di immagini, come quelle in corrispondenza di un cumulo di pietre votive (assai frequenti nella zona) o nei pressi di un’altura rocciosa alle pendici della quale si trova un piccolo stupa simili a quelli situati nei templi maggiori.

TRA LE DUNE DI SABBIA E I FOSSILI DELLA PREISTORIA

viaggio mongolia furistrada g4Pur rappresentando appena il 3% della sua superficie totale, le dune di sabbia costituiscono uno degli aspetti più affascinanti del deserto di Gobi.  E nel corso del G4 Challenge non poteva mancare una simile emozione.  Ulteriormente esaltata da pernottamento in tenda in un campo remoto (Lat. N 43° 444’ 56” – Long. E 102° 22’ 45”) che rappresenta uno dei luoghi più isolati della Terra.  Un luogo magico e isolato dove il trascorrere del tempo non è scandito dalle lancette dell’orologio (o dai trillo dei telefonini) ma solo dal lento alternarsi del giorno e della notte e dall’inesorabile avvicendarsi delle stagioni.
viaggio mongolia furistrada g4Naturalmente in questa occasione non potevamo resistere alla  tentazione di una traversata con i nostri veicoli sulle sinuose onde delle dune dove anche il nuovo Freelander, grazie alla motricità ottimale assicurata dal Terrain Response, si è disimpegnato con la massima disinvoltura anche nelle ore più calde della giornata quando la temperatura ha sfiorato quasi i 40° e la consistenza della sabbia era ridotta al minimo.  viaggio mongolia furistrada g4Oltre alle dune sabbiose, un’altra meta obbligata per chi attraversa il deserto di Gobi è rappresentata dal cimitero dei dinosauri situato nella zona di Umnugovi (Lat. N 43° 44’ 50” Long. E 102° 22’ 45”), un’area che ricorda molto il Grand Canyon dove una guida locale ci porta a visitare un sito ricco di reperti fossili.  viaggio mongolia furistrada g4Le prime scoperte nella zona risalgono  agli anni ’20 del secolo scorso quando l’archeologo americano Roy Chapman Andrews riportò alla luce oltre 100 dinosauri, tra cui il Protoceratops   Andrewsi, il Tirannosauro Rex e numerosi Velociraptor. In seguito numerose spedizioni ritrovarono altri fossili di dinosauro. Si ritiene che questi mastodontici animali, dominatori incontrastati dell'era Cretacea (70 milioni di anni fa), venissero sorpresi durante le loro azioni di vita quotidiana da tempeste di sabbia, o da crolli di dune oppure, una volta morti, venissero rapidamente coperti da uno strato di sabbia e roccia che li fossilizzava favorendo il loro ritrovamento in buono stato di conservazione nei giorni nostri.

ULAN BATOR: LA CITTA’ DELL’EROE ROSSO

viaggio mongolia furistrada g4Situata a 1.350 metri di altitudine, leggermente spostata sul versante orientale del centro della Mongolia, Ulan Bator  rappresenta (sia per la quota che per la distanza dal mare) la capitale nazionale più fredda del mondo.  In estate la temperatura si aggira attorno ai 20 gradi, ma nel corso dei lunghi e rigidi inverni il termometro può arrivare anche fino a 25 sottozero. viaggio mongolia furistrada g4L’attuale denominazione le venne assegnata nel 1924 quando la città divenne la capitale della nuova Repubblica Popolare e venne battezzata Ulan Bator (Ulaanbaatar in lingua locale, che significa “eroe rosso”, in onore dell’eroe nazionale Damdin Suchbaatar che aveva liberato la Mongolia dall’occupazione cinese). Importante crocevia della ferrovia Transmongolica, che collega la famosa linea Transibiana (da Mosca a Vladivostock) con Pechino, viaggio mongolia furistrada g4Ulan Bator è oggi una città di circa 600.000 abitanti che cerca faticosamente di acquistare una propria autonomia, dove vive la maggior parte della popolazione mongola e dove coesistono affiancate le rare testimonianze architettoniche del passato sopravvissute alle devastazioni del passato con le nuove architetture moderne, formate soprattutto da alberghi di cristallo e cemento che stanno ridisegnando la skyline della città.
Le principali attività economiche si basano sulla produzione di tessili, cuoio, legname e cemento, oltre naturalmente che sulla nascente industria turistica che, pur vantando strutture di buon livello, risulta ancora fortemente penalizzata nella qualità dei servizi   non sempre all’altezza degli standard occidentali.
viaggio mongolia furistrada g4Tra i templi più importanti da non perdere vanno segnalati il Monastero di Gandan (in stile mongolo-cinese, noto per la statua di Bhudda alta 25 metri), il Monastero di Choijin Lama (in stile tibetano, oggi trasformato in museo) e il Monastero di Daschchoiling, in stile mongolo la cui forma ricalca le linee di una yurta.

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