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Namibia
resoconto di viaggio inviato da Viaggi 4x4 • Pubblicato il 12 giugno 2008 23:34
Proseguiamo verso il Damaraland e ci caliamo nei suoi incantevoli paesaggi. Foreste pietrificate, pitture rupestri, bizzarre conformazioni rocciose ci accompagnano lungo le piste che conducono alla Riserva Naturale del Brandeberg, massiccio montagnoso che aggiriamo per inoltrarci nell'esclusiva e assolutamente selvaggia zona dell'Ugab River sino a raggiungere il Rhino Ugab Camp, campeggio creato e gestito da volontari che operano per salvaguardare il rinoceronte dai pericoli della caccia di frodo.L'itinerario prosegue verso Ovest e, percorrendo una vecchia e solitaria pista, veniamo attratti dalle sorprendenti nuvole grigie che ci attendono lungo la Skeleton Coast. La corrente del Benguela, il freddo fiume sottomarino proveniente dall'Antartico, si riversa sulla costa settentrionale della Namibia stravolgendone il clima e trasformandone il paesaggio.Le calde masse d'aria tropicali, venendo a contatto con le fredde acque del Benguela, si raffreddano e catturano l'umidità oceanica che, spinta dai venti provenienti dall'oceano, defluiscono verso la terra ferma formando la magica nebbia della zona. La Costa degli Scheletri, il suggestivo nome deriva dai numerosi relitti di imbarcazioni che, strette dalla nebbia e tradite dai gorghi della corrente, si sono inesorabilmente arenati sulla spiaggia, è oggi un vasto parco nazionale solo in parte visitabile.
Una distesa di dune e sassi ornati da colorati licheni millenari e animata per lo più da iene e sciacalli che vagano alla costante ricerca di piccoli di foca e uova di uccelli marini. E la nostra prossima tappa è proprio Cape Cross, il più vasto insediamento di otarie presente in Africa, migliaia di esemplari con i loro cuccioli cospargono le rocce del promontorio. Sciacalli e gabbiani si aggirano furtivamente litigandosi i corpi dei piccoli che non superano l'implacabile selezione naturale.


